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14:58 venerdì 13 febbraio 2026
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.
Sembra proprio che la quarta stagione di Severance sarà anche l’ultima Le riprese della terza inizieranno quest'estate: dovremmo riuscire a vederla nel 2027.
Meta ha brevettato una AI che continua a postare per te sui social anche dopo la tua morte, per evitare che i follower sentano la tua mancanza Brevetto che, però, l'azienda ha detto che non ha intenzione di usare. Almeno per il momento.
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.

La regina degli scacchi ha scatenato un dibattito sul maschilismo nel settore

11 Novembre 2020

Della bellissima serie Netflix con Ana Taylor-Joy ispirata al romanzo omonimo del 1983 di Walter Tevis (pubblicato in Italia da minimum fax nel 2007) abbiamo già parlato in questo articolo, che racconta perché La regina degli scacchi è uno dei prodotti più interessanti della stagione. In teoria, una serie tv che ruota intorno alla vita di una campionessa di scacchi non sembra molto avvincente, in realtà è tutto il contrario. Le sette puntate di un’ora dirette da Scott Frank sono ipnotiche anche per chi non ha mai toccato una scacchiera in vita sua e ignora completamente qualsiasi rituale e regola attinente al mondo degli scacchi. Ma se la serie è in grado di generare dipendenza in chi è completamente indifferente al mondo degli scacchi, pensate cos’ha provocato negli appassionati, e in particolare nelle giocatrici.

Uno dei temi de La regina degli scacchi, infatti, è il maschilismo con cui la protagonista si trova fin da subito a dover fare i conti per riuscire a emergere nel suo settore. Maschilismo che, a quanto pare, nella realtà, è ancora peggio: l’hanno raccontato al New York Times diverse giocatrici professioniste, tra cui Judit Polgar, unica donna ad essere mai stata classificata nella Top 10 dei migliori scacchisti. Polgar, che si è ritirata nel 2014, ha elogiato la serie dicendo di aver provato un senso di déjà-vu, tranne che per un aspetto: gli uomini non l’hanno mai trattata con la gentilezza, l’educazione e la galanteria con cui si rivolgono alla protagonista: «Ci sono stati giocatori che si sono rifiutati di stringermi la mano», ha ricordato Polgar. «Uno, dopo aver perso, ha dato una testata sulla scacchiera». Essere sconfitti da una donna, a quanto pare, li mandava in escandescenza. Secondo le testimonianze raccolte da Dylan Loeb McClain, alcune giocatrici hanno avuto esperienze leggermente migliori: resta il fatto che la serie ha scatenato un bel dibattito nel settore, in cui per un giocatore uomo è ancora possibile scrivere pubblicare un articolo dal titolo “Perché le donne perdono a schacchi?“.

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