Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".
Il programma del partito Vita presentato al ministero ha degli insetti morti spiaccicati tra le pagine
Dopo essere stata espulsa dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle (partito con cui era stata eletta alla Camera dei Deputati nel 2018) per via del suo atteggiamento non collaborativo e per le sue posizioni antiscientifiche (si è sempre mostrata apertamente no-vax: su Facebook aveva definito le vaccinazioni come un «genocidio gratuito», «vere e proprie politiche di eutanasia di massa»), Sara Cunail ha fondato un nuovo partito che si chiama Vita. Nelle ultime settimane ha raccolto le firme perché possa presentarsi alle elezioni politiche del 25 settembre.
Vita rappresenta l’opposizione all’emergenza sanitaria, al greenpass obbligatorio, alla sospensione e al licenziamento dei lavoratori che hanno ritenuto per loro scelta di non vaccinarsi anche in forza dei valori costituzionali. Tra i fondatori ci sono Davide Barillari, consigliere regionale Lazio, Paolo Sensini del No Paura Day, Luca Teodori di 3V, Edoardo Polacco, di Sentinelle della Costituzione – Io sto con l’Avvocato Polacco, Rosario Rocco del Priore del Popolo Italiano, Simona Boccuti de Il Popolo delle mamme, Maurizio Martucci di Alleanza Italiana Stop 5G.
Un bel gruppetto, insomma, che però non dev’essersi accorto della presenza di un paio di intrusi nel programma del partito, caricato sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno. Se lo aprite, vedrete infatti che ci sono degli insetti incastrati tra le pagine scannerizzate, una mosca e un moscerino. Anche se il partito si chiama Vita, i poveri insetti hanno tutta l’aria di essere morti.
Il programma del partito #VITA di Sara #Cunial, caricato sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno, ha degli insetti incastrati tra le pagine scannerizzate.
Tutto bene.https://t.co/2sXllgoplI@ultimora_pol @CrazyItalianPol @GabriMaestri pic.twitter.com/WdtlUZ6wxU
— Gabriele Villa (@GabrieleVilla22) August 28, 2022
Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".
Péter Szijjártó ha detto che secondo lui parlare con Sergei Lavrov durante questi riservatissimi incontri rappresenta «l'essenza stessa della diplomazia, una prassi».
Partita in maniera sommessa e discreta, la campagna elettorale è esplosa a ridosso del voto, regalandoci vette altissime di imbarazzo e incredulità. Altissime persino per i notevoli standard italiani.
«Prendetevi 10 o 20 minuti domenicali per fare un salto alle urne, così poi potete andare a guardare una buona serie tv», questo il suo invito.