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A Londra stanno organizzando un grande rave party a Trafalgar Square contro l’estrema destra
L'appuntamento è per il 28 marzo con i più grossi nomi della scena elettronica. Lo slogan è: Reject, Revolt e Resist.
Londra si prepara a trasformare Trafalgar Square in un epicentro di “resistenza sonora”, sabato 28 marzo. Il collettivo inglese R3 Soundsystem, sotto l’insegna “House Against Hate”, ha organizzato un grande rave di protesta che vedrà alternarsi alla consolle giganti della scena elettronica come Ben UFO, Shygirl, Hot Chip, Daniel Avery e Gideön. Dalle 13 alle 18, la musica dance tornerà alla sua antica funzione politica, trasformando il cuore della capitale in uno spazio di attivismo dove la musica diventa lo strumento per unire la comunità contro odio, razzismo e xenofobia.
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L’iniziativa si svolgerà in concomitanza con la prima manifestazione nazionale della Together Alliance, un’alleanza di artisti e attivisti messa assieme da Fontaines D.C, Kneecap, Brian Eno, Franz Ferdinand e molti altri, contro l’estrema destra. Sostenuto anche da Amnesty International, Choose Love e Love Music Hate Racism, l’evento vuole essere il primo momento di raccolta di tutti coloro che non ne possono più della retorica anti-immigrazione e anti-trans sempre più diffusa nella destra britannica, tra i Conservatori, nell’ultradestra parlamentare di Nigel Farage e in quella extraparlamentare di Tommy Robinson. Secondo gli organizzatori, la partecipazione della scena clubbing è un atto necessario per difendere il multiculturalismo che è parte fondamentale dell’identità britannica.
Il manifesto del movimento si riassume nel principio delle tre “R”: Reject (rifiutare l’ascesa dell’estrema destra), Revolt (insorgere contro il razzismo) e Resist (contrastare l’influenza delle grandi corporation nella musica dance). Come sottolineato da Gideön, l’obiettivo è «rilanciare la tradizione della musica come catalizzatore di rivoluzione e difesa dei diritti civili». Trafalgar Square diventerà così la piazza di un fronte che rivendica il potere della cultura underground come barriera insormontabile contro i tentativi di smantellare l’integrazione sociale e culturale nel Paese.
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