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06:23 giovedì 17 settembre 2026
JD Vance si è prodotto in un incredibile spiegone per dimostrare che Emily in Paris è la miglior serie di sempre e lo «Shakespeare della nostra epoca» Secondo il Vicepresidente la serie è «una grande critica culturale al processo decisionale dei Millennial».
Se sei l’erede di una grande dinastia della moda italiana e ti serve un direttore creativo per il tuo brand, chiami Dario Vitale Dopo l'esperienza da Versace, Dario Vitale diventa il primo creativo esterno ad assumere la guida di Emporio e degli accessori Giorgio Armani, segnando la prima vera svolta della maison dopo la scomparsa del fondatore.
Nonostante gli scienziati dicano che non funzionerà mai, diverse persone stanno pagando 200 mila euro a un’azienda australiana per far congelare i loro cadaveri nella speranza di essere resuscitati in futuro L'azienda si chiama Southern Cryonics, si trova a Holbrook, nel New Souther Wales, e ai suoi clienti propone "a chance of life extension".
Per salvare i suoi cittadini dal brainrot, Singapore ha deciso di pagarli per leggere almeno 15 minuti al giorno Quindici minuti valgono venti monete virtuali, per arrivare a un dollaro di Singapore ne servono mille, cioè cinquanta giorni di lettura.
Dopo che Ed Sheeran ha cacciato Macklemore dal suo tour per aver urlato Free Palestine dal palco, tutti i musicisti che lavoravano al tour lo hanno abbandonato per protesta Finneas O'Connel, Lukas Graham, Aaron Rowe e i Beoga si sono ritirati dal Loop Tour subito dopo la cacciata di Macklemore, in aperta polemica con Sheeran.
A quanto pare, il nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei ha due grandi passioni: i film di Christopher Nolan e le startup tech Lo hanno detto il cognato e la suocera, parenti della moglie Zahra Haddad-Adel, uccisa nello stesso attacco in cui è morto il padre Ali, a diversi media vicini al regime.
Per la prima volta nella storia, e “grazie” agli Stati Uniti, ci sono armi anche nello spazio aperto Non esistono dettagli sul tipo di armi ma la US Space Force ha detto che «possono essere impiegate sia a scopo difensivo che offensivo».
Non contento di stare girando già una dozzina di film contemporaneamente, Luca Guadagnino ha pure disegnato una collezione di arredamento e abbigliamento di 140 pezzi per Zara 65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa, a cui si affiancano 75 capi tra abbigliamento e accessori. Realizzati nei ritagli di tempo tra un set e un red carpet, si capisce.

Il governo degli “utili idioti”

Salvini e Di Maio hanno sposato la linea del Cremlino e da quando sono al potere la stanno anche realizzando.

02 Aprile 2019

Sappiamo ancora poco dell’inchiesta Mueller sui rapporti tra la Russia e il team Trump per manipolare le elezioni presidenziali del 2016, ma sappiamo che l’ingerenza russa sul voto americano c’è stata e che Donald Trump e i suoi non hanno collaborato con gli apparati ufficiali del governo di Mosca. Allo stesso modo, tra Matteo Salvini e Vladimir Putin nessuno ha mai registrato rapporti diversi da quelli pubblici e politici, culminati nella firma di un accordo di cooperazione Lega-Russia Unita. I cinquestelle, a loro volta, si sono presentati alle elezioni del 2018 con un programma di politica estera e di sicurezza nazionale, poi precipitosamente modificato per l’imbarazzo, che se fosse stato scritto in cirillico avrebbe potuto essere scambiato per un appunto del Cremlino ma, come nel caso di Trump e in quello di Salvini, nessuno può dubitare della buona fede degli orecchianti esperti di questioni internazionali scelti dalla Casaleggio associati.

Preferire Mosca a Bruxelles, Parigi e Berlino è legittimo, per quanto ripudi settant’anni di storia repubblicana. Altrettanto legittimo è affidarsi alla Cina, a costo di isolarsi in Europa e in Occidente, come tentano Di Maio e compagnia sponsorizzando un protocollo d’intesa con Pechino e mostrandosi disposti a consegnare porti, tecnologia e infrastrutture strategiche alla dittatura cinese, in cambio di qualche carico di arance che poi magari viaggerà sugli aerei che, negli stessi giorni, i francesi hanno venduto ai cinesi per una cifra quindici volte superiore a quella del possibile export di agrumi e senza essersi consegnati alle imposizioni neocoloniali della Nuova Via della Seta.

Anche senza intrattenere rapporti indicibili con Putin, il trio Trump, Salvini e Di Maio condivide la medesima visione geopolitica del Cremlino e da quando è al potere la sta anche realizzando: contrarietà alle sanzioni economiche contro Mosca, riconoscimento dell’annessione russa della Crimea, ostilità nei confronti dell’Ucraina, discredito sulle istituzioni europee, occhiolino alla Brexit, ammirazione per il disordine politico nel vecchio continente, tensioni con gli alleati, indebolimento dell’asse atlantico, depotenziamento della Nato, superamento delle tradizionali dottrine politiche ed economiche occidentali, recupero del suprematismo bianco e cristiano, maggiore dipendenza energetica, economica e finanziaria dai russi e, per Di Maio, anche dai cinesi.

Trump, Salvini e Di Maio non sono penalmente complici di Putin, ma perseguono gli stessi obiettivi dei sovranisti russi, al punto che il tratto comune dei due più importanti governi nazionalisti dell’Occidente, quello americano e il nostro, non è soltanto il populismo demagogico ma anche la capacità di aggregare un grande rassemblement di “utili idioti”, secondo la storica formula, attribuita a Lenin, con cui si descrivevano gli occidentali che sostenevano le magnifiche sorti e progressive dell’Unione Sovietica. In realtà non ci sono prove che l’espressione sia mai stata usata da Lenin, anzi probabilmente è il frutto del solito genio italico perché sarebbe stata coniata dal quotidiano socialdemocratico L’Umanità per definire quei compagni di sinistra che, nel 1948, aderirono al Fronte popolare sostenuto da Mosca. Poco più di dieci anni fa un film americano, Idiocracy, immaginava un futuro dominato dalla stupidità, ma l’idiocrazia, per fortuna, oggi è solo uno scenario distopico. L’utileidiocrazia, il governo degli utili idioti, invece, è qui tra di noi.

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