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10:03 giovedì 12 febbraio 2026
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.

Il governo degli “utili idioti”

Salvini e Di Maio hanno sposato la linea del Cremlino e da quando sono al potere la stanno anche realizzando.

02 Aprile 2019

Sappiamo ancora poco dell’inchiesta Mueller sui rapporti tra la Russia e il team Trump per manipolare le elezioni presidenziali del 2016, ma sappiamo che l’ingerenza russa sul voto americano c’è stata e che Donald Trump e i suoi non hanno collaborato con gli apparati ufficiali del governo di Mosca. Allo stesso modo, tra Matteo Salvini e Vladimir Putin nessuno ha mai registrato rapporti diversi da quelli pubblici e politici, culminati nella firma di un accordo di cooperazione Lega-Russia Unita. I cinquestelle, a loro volta, si sono presentati alle elezioni del 2018 con un programma di politica estera e di sicurezza nazionale, poi precipitosamente modificato per l’imbarazzo, che se fosse stato scritto in cirillico avrebbe potuto essere scambiato per un appunto del Cremlino ma, come nel caso di Trump e in quello di Salvini, nessuno può dubitare della buona fede degli orecchianti esperti di questioni internazionali scelti dalla Casaleggio associati.

Preferire Mosca a Bruxelles, Parigi e Berlino è legittimo, per quanto ripudi settant’anni di storia repubblicana. Altrettanto legittimo è affidarsi alla Cina, a costo di isolarsi in Europa e in Occidente, come tentano Di Maio e compagnia sponsorizzando un protocollo d’intesa con Pechino e mostrandosi disposti a consegnare porti, tecnologia e infrastrutture strategiche alla dittatura cinese, in cambio di qualche carico di arance che poi magari viaggerà sugli aerei che, negli stessi giorni, i francesi hanno venduto ai cinesi per una cifra quindici volte superiore a quella del possibile export di agrumi e senza essersi consegnati alle imposizioni neocoloniali della Nuova Via della Seta.

Anche senza intrattenere rapporti indicibili con Putin, il trio Trump, Salvini e Di Maio condivide la medesima visione geopolitica del Cremlino e da quando è al potere la sta anche realizzando: contrarietà alle sanzioni economiche contro Mosca, riconoscimento dell’annessione russa della Crimea, ostilità nei confronti dell’Ucraina, discredito sulle istituzioni europee, occhiolino alla Brexit, ammirazione per il disordine politico nel vecchio continente, tensioni con gli alleati, indebolimento dell’asse atlantico, depotenziamento della Nato, superamento delle tradizionali dottrine politiche ed economiche occidentali, recupero del suprematismo bianco e cristiano, maggiore dipendenza energetica, economica e finanziaria dai russi e, per Di Maio, anche dai cinesi.

Trump, Salvini e Di Maio non sono penalmente complici di Putin, ma perseguono gli stessi obiettivi dei sovranisti russi, al punto che il tratto comune dei due più importanti governi nazionalisti dell’Occidente, quello americano e il nostro, non è soltanto il populismo demagogico ma anche la capacità di aggregare un grande rassemblement di “utili idioti”, secondo la storica formula, attribuita a Lenin, con cui si descrivevano gli occidentali che sostenevano le magnifiche sorti e progressive dell’Unione Sovietica. In realtà non ci sono prove che l’espressione sia mai stata usata da Lenin, anzi probabilmente è il frutto del solito genio italico perché sarebbe stata coniata dal quotidiano socialdemocratico L’Umanità per definire quei compagni di sinistra che, nel 1948, aderirono al Fronte popolare sostenuto da Mosca. Poco più di dieci anni fa un film americano, Idiocracy, immaginava un futuro dominato dalla stupidità, ma l’idiocrazia, per fortuna, oggi è solo uno scenario distopico. L’utileidiocrazia, il governo degli utili idioti, invece, è qui tra di noi.

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