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Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
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Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
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È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.

Per Sally Rooney Tutti i nostri ieri di Natalia Ginzburg è il romanzo perfetto

30 Giugno 2022

«Volevo scrivere un po’ di Natalia Ginzburg e del suo romanzo Tutti i nostri ieri. Vorrei rivolgermi, in particolare, a tutti quei lettori che in questo momento, che se ne rendano conto o no, stanno aspettando il loro primo, speciale incontro con la sua opera», così Sally Rooney spiega la sua decisione di pubblicare oggi, sul sito del Guardian, un lungo pezzo sul romanzo che, dice, le ha cambiato la vita. Nel suo articolo Rooney definisce il terzo romanzo di Ginzburg, pubblicato in Italia nel 1952, «il romanzo perfetto». E spiega perché: «È esattamente ciò che vuole essere, e niente di più». Rooney elogia la prosa di Ginzburg definendola semplice e intelligente, capace di mostrare al lettore «quanto grande e quanto piccolo possa essere un romanzo. In questo libro la posta in gioco è la più alta possibile perché racconta gli eventi più catastrofici del ventesimo secolo. Ma, allo stesso tempo, è anche un romanzo in cui la posta in gioco è la più piccola che ci possa essere: il matrimonio di una giovane donna, la sorte del cane di una famiglia».

Nel pezzo, Rooney si concentra molto sulla trama del romanzo, raccontando ai lettori inglesi dell’Italia prima, durante e subito dopo la Seconda guerra mondiale. A ognuno dei personaggi principali di Tutti i nostri ieri dedica una breve descrizione: ad Anna, ovviamente, che riconosce come protagonista del romanzo, pur definendo questo suo status «soltanto parziale»; a sua madre, la signora Maria; a suo fratello Ippolito e a sua sorella Concettina; a Franz, il vicino di casa; a Danilo e a Emanuele. «La grande potenza emotiva di questo romanzo viene dalla profondità e autenticità di ognuno dei suoi personaggi», scrive Rooney. «Queste persone non hanno chissà che qualità morali, non è gente alla quale viene facile essere coraggiosa e onorevole. Li conosciamo: li conosciamo molto bene perché sono tanto irritabili ed egoisti e pigri quanto lo siamo noi».

Ma, aggiunge Rooney, il vero oggetto delle attenzioni letterarie di Ginzburg è la distinzione tra bene e male. O, per essere più precisi, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Una questione che in Tutti i nostri ieri la scrittrice affronta sia «dal punto di vista intellettuale che ideologico, mostrando interesse per lo sviluppo delle diverse teorie morali e sistemi valoriali». Ma Ginzburg, scrive Rooney, non si ferma alla speculazione filosofica. La dicotomia tra bene e male la affronta anche dal punto di vista pratico, mettendo spesso i suoi personaggi di fronte alla domanda morale per eccellenza: come facciamo a sapere che una cosa è bene e l’altra è male? E le scelte di questi personaggi hanno peso e sono vere perché avvengono in un mondo in cui «le pressioni, il caos e la violenza sono ovunque». Ginzburg non gira la testa dall’altra parte quando si ritrova davanti il male. Ed è proprio in quelle circostanze che fa brillare i suoi personaggi con «una bellezza morale trascendentale e indimenticabile». Tutto questo, secondo Rooney, è reso possibile dalla «straordinaria comprensione» dell’animo umano che Ginzburg dimostra continuamente, dalla sua «brillantezza» nell’uso della parola e dalla sua «impareggiabile moralità». Tutti i nostri ieri, conclude Rooney, «è tra i grandi romanzi del secolo scorso e Ginzburg è una delle grandi scrittrici del Novecento. Come lettrice, come autrice e come essere umano, la sua opera ha toccato e cambiato la mia vita».

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