Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
Il prezzo dei cetrioli è diventato il principale indicatore della crisi economica in Russia
È raddoppiato rispetto a un anno fa, raggiungendo una media al chilo di circa 4 euro. I cittadini russi non la stanno prendendo affatto bene.
In un’economia di guerra anche i beni di maggior consumo subiscono aumenti di prezzo considerevoli. In Russia, per esempio, il prezzo dei cetrioli è raddoppiato raggiungendo una media al chilo di poco superiore ai 300 rubli (più o meno di quattro euro). Sotto la pressione dei politici, compresi quelli del partito di governo Russia Unita che dovrà affrontare le elezioni parlamentari alla fine dell’anno, l’autorità antitrust ha scritto ai produttori e ai rivenditori chiedendo loro di spiegare gli aumenti di prezzo. Come riporta la Reuters, «Questo inverno, nei nostri negozi è apparsa una nuova “prelibatezza”: i cetrioli», ha affermato ironicamente Sergei Mironov, leader parlamentare del partito Russia Giusta, sottolineando che il ministero dell’Agricoltura ha attribuito il forte aumento dei prezzi dei cetrioli alla stagionalità. I produttori hanno poi rassicurato i consumatori che il prezzo dei cetrioli dovrebbe diminuire il mese prossimo, quando il clima diventerà più mite.
Con i prezzi dei cetrioli che ora superano quelli della frutta importata come le banane, alcuni supermercati in Siberia stanno limitando la quantità che ogni acquirente può acquistare e uno dei quotidiani più venduti in Russia, il Komsomol’skaja Pravda (fondato nel 1925, ex organo del Komsomol, l’organizzazione giovanile del Partito comunista dell’Unione sovietica) ha regalato ai suoi lettori dei semi per coltivarli a casa propria. Il partito di Mironov e il Partito comunista, entrambi rappresentati alla Duma (l’equivalente della nostra Camera dei Deputati), hanno suggerito al governo di fissare un tetto massimo al ricarico che i rivenditori possono applicare sui prodotti alimentari di base. In ogni caso, il cetriologate non è il primo caso di innalzamento di prezzi per beni di prima necessità in Russia. In passato le autorità hanno risolto problemi simili e non vi sono segni che le lamentele della popolazione riguardo all’aumento dei prezzi, amplificate dai social media, rappresentino una minaccia per la stabilità sociale.
Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».
La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.