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12:24 mercoledì 15 luglio 2026
È uscito il primo trailer di Digger, il nuovo film di Iñárritu, ed è davvero difficile credere che quello sia Tom Cruise L'attore interpreta un anziano miliardario egocentrico e scurrile la cui compagnia petrolifera provoca "accidentalmente" un'eco-catastrofe.
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.
Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».

Siamo sicuri che pagare centinaia di euro al ristorante sia una follia?

14 Ottobre 2016

Mai come negli ultimi anni c’è stata così tanta attenzione verso la cucina. Gli chef sono diventati personaggi pubblici, conduttori, sponsor pubblicitari, soccorritori di gestioni fallimentari; e i loro ristoranti sono cresciuti in popolarità. Si parla sempre di più di locali stellati, con i loro ingredienti di prima qualità e i prezzi decisamente poco abbordabili.

Proprio su quest’ultimo aspetto ha riflettuto Adam Liaw, ex avvocato e ora cuoco e scrittore, che sul Guardian ha espresso le sue perplessità sul costo delle cene nei locali di alto livello o stellati. Come il ristorante danese Noma, che ha aperto per dieci settimane anche a Sidney: il prezzo è di circa 485 dollari a testa, bevande escluse. Questo, però, non ha scoraggiato le persone, che hanno esaurito in novanta secondi i 5.500 posti disponibili. A Tokyo, invece, il tre stelle Michelin Sukiyabashi Jiro fa pagare 300 dollari per mangiare in un’ora all’interno di una stazione della metropolitana. Un prezzo nemmeno troppo alto se paragonato a quello del Plaza Athénée di Parigi dove lavora lo chef Alain Ducasse: qui una singola portata si aggira sui 150 dollari, mentre a New York, da Per Se, si parte da 325 dollari a testa soltanto per il cibo, con una cena che può arrivare a superare molto facilmente i mille dollari.

Plaza Athénée parigi

«Siamo tutti impazziti?», si chiede Liaw, secondo il quale un buon pasto si può comprare ovunque senza spendere cifre folli. Ma se questi posti continuano ad aprire è perché c’è una forte domanda che li richiede: una cena del genere è una delle cose più lussuose che si possano comprare e consumare allo stesso tempo; ma è relativamente economica rispetto ad altre esperienze del lusso. Che dire delle borse che costano centinaia – se non migliaia – di euro, o degli orologi, delle macchine e dei quadri che valgono milioni? Il problema, nel caso del cibo, è che secondo Liaw ci si dimentica che cosa stiamo comprando. «Sappiamo tutti il costo di un pollo o di un pomodoro al supermercato, quindi quando ci sediamo sappiamo quanto può essere costata la nostra cena. Il motivo dei prezzi così alti non sta negli ingredienti, né nella bontà dei piatti: in questi ristoranti si paga l’arte, l’abilità, il concetto, la teatralità e il servizio. Il pasto è soltanto poco più di una giustificazione per tutto il resto», scrive Liaw.

Immagini Getty Images
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Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90

Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.