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19:13 mercoledì 26 agosto 2026
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.
Sempre più miliardari stanno comprando casa in Patagonia perché si sono convinti che lì sopravviveranno alla fine del mondo A convincerli sono stati quattro fattori: isolamento, capacità di produrre di cibo, capacità di produrre energia e abbondante disponibilità d’acqua.
Dolly Parton verrà ricordata anche come una delle più agguerrite sindacaliste nella storia dell’industria musicale La cantautrice è stata una lavoratrice della musica e non ha mai smesso di usare il proprio potere per tutelare chi suonava al suo fianco.
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.

Dividiamo il mondo in ricchi e poveri con uno sguardo, dice la scienza

03 Agosto 2017

È noto ciò che si dice sul giudicare un libro dalla sua copertina, ma lo stesso ragionamento si può applicare con risultati più esatti alle persone, almeno secondo gli ultimi risultati degli studi scientifici. Una ricerca recente dell’Università di Toronto è arrivata a una conclusione imprevedibile: siamo in grado di valutare il ceto di appartenenza di una persona che non conosciamo con un solo sguardo, e con sorprendente accuratezza. Nicholas Rule, professore associato di psicologia nell’ateneo canadese, ha raccontato a Maclean’s come sono andati gli esperimenti: nel primo, ai partecipanti è stato chiesto di giudicare facoltosi o meno abbienti un set di immagini prese da siti di dating, che raffiguravano persone con ricavi annuali più alti di 150 mila dollari, o più bassi di 35 mila; nel secondo, sono stati usati studenti di master di etnia caucasica e asiatica, a cui è stato chiesto di mantenere un’espressione neutra negli scatti. Le risposte si sono rivelate corrette nel 68% dei casi nel primo, e nel 52% dei casi nel secondo.

Le implicazioni di percentuali così alte, ha spiegato Rule – co-autore dello studio insieme a Thora Bjornsdottir – sono ovviamente preoccupanti: significa, in buona sostanza, che basiamo le nostre interazioni quotidiane su un piano costruito innanzitutto a livello conscio. E che anche occasioni come i colloqui di lavoro o lo svolgimento delle operazioni di forze dell’ordine sono giocoforza influenzate dalla classe di appartenenza di un determinato individuo. In un certo senso, chi nasce povero lo rimarrà poi per sempre, almeno nei tratti: «Hai un certo aspetto, le persone ti trattano in un certo modo: come se fossi povero; è un ciclo da cui è difficile uscire».

Microsoft Word - Bjornsdottir & Rule - Facial cues to social class - JPSP.docx

L’aspetto fondamentale che ha permesso ai partecipanti di vedere confermati i loro pregiudizi è lo stereotipo che vuole che le persone ricche siano “naturalmente” più sorridenti, rilassate, in una parola più contente. Lo studio canadese ha trovato che i volti più spesso associati a tratti positivi come il fascino e l’empatia sono stati più spesso giudicati ricchi, e anche nel secondo esperimento – dove mancavano completamente i segni di umori e stati d’animo – i più abbienti mantenevano espressioni meno cupe. La chiave, hanno scoperto a Toronto, sembra essere la nostra bocca: una parte della ricerca ha chiesto alle persone di dare i loro giudizi guardando a dettagli del viso, e la bocca è risultato l’indicatore più infallibile. D’altronde, chi è abituato a sorridere più spesso, fin dall’infanzia, è capace di sorrisi più larghi. Rule e il suo team sostengono che questi risultati, per quanto difficili da accettare, e in parte scoraggianti, andrebbero presi con serietà, anche per varare contromisure adeguate: al prossimo colloquio di lavoro, cercate di ridere un po’ di più.

Immagini University of Toronto/Getty Images
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