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11:28 sabato 4 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

A proposito di revenge porn

Mentre il governo boccia l’emendamento che lo avrebbe catalogato come reato, alcuni articoli per approfondire.

di Studio
30 Marzo 2019

Giovedì 28 marzo, la Camera dei deputati ha bocciato l’emendamento al decreto legge “Codice Rosso”, che avrebbe introdotto per la prima volta in Italia il reato di revenge porn, consentendo così di perseguire legalmente chi diffonde online foto intime dei propri ex partner o conoscenti senza la loro autorizzazione, con lo scopo di ferirli e danneggiarne la reputazione. Il revenge porn è antico almeno quanto internet, eppure solo negli ultimi anni abbiamo iniziato a realizzare la portata devastante che può avere: in Italia si è iniziato a parlare di una proposta di legge che ne tutelasse le vittime (che sono molto spesso donne, ma non solo) solo dopo il caso di Tiziana Cantone, la donna originaria di Napoli che, a causa di alcuni video messi in rete contro la sua volontà, si è suicidata nel settembre del 2016. Recentemente, è stato il caso della parlamentare del Movimento Cinque Stelle Giulia Sarti a riportare l’argomento nel dibattito pubblico e la sensazione che qualcosa si stesse muovendo era tangibile. Invece, è finita in bagarre politica. Mentre Cinque Stelle e Lega, dopo le tante critiche ricevute, hanno già fatto dietro front, è utile approfondire la questione per capire quanto quello del revenge porn sia un problema che ha a che fare con le nostre nuove identità digitali ma anche con certe dinamiche psicologiche ben più vecchie. Abbiamo selezionato cinque articoli che raccontano come si sta evolvendo il fenomeno, cosa fanno i giganti del tech per arginarlo, alcuni casi celebri e un racconto molto personale di chi l’ha subito in prima persona.

The Attorney Fighting Revenge PornThe New Yorker
Carrie Goldberg è un’avvocata quarantaduenne originaria di Brooklyn e specializzata in “privacy sessuale”, «un nuovo campo del diritto che è emerso, in gran parte, per affrontare alcuni degli aspetti più problematici di internet». I suoi clienti, scrive Margaret Talbot che l’ha ritratta per il New Yorker, sono per la maggior parte donne che cercano di bloccare la diffusione di immagini che i loro ex fidanzati hanno messo online, ma le può capitare anche di doversi occupare della rimozione di annunci di inesistenti agenzie che offrono prestazioni sessuali, di persone vittime di ricatti e di consulenza nelle scuole, dove è molto attiva per sensibilizzare sul tema del cyberbullismo.

The YouTube star who fought back against revenge porn – and wonThe Guardian
Nel 2013, mentre era a Las Vegas a registrare il suo primo album assieme alla fidanzata e collega Bria Kam, con la quale gestisce un popolare canale YouTube che conta oggi quasi novecentomila iscritti, Chrissy Chambers ha ricevuto una mail di un conoscente che la avvisava della presenza di un suo video porno su RedTube. Ancora incredula, Chambers ha cliccato su quel link e si è immediatamente riconosciuta, solo che non ricordava nient’altro. Da quel giorno è iniziata una battaglia legale lunga quattro anni, impantanata tra Inghilterra e Stati Uniti e un’assurda mancanza di legislazione, da cui, finalmente, è uscita vittoriosa nel luglio 2018. Questa è la sua storia.

Are deepfakes the new revenge porn? – BBC Three
Quando si parla di “deepfake” si intendono quei video porno trattati con la tecnologia face-swap, che permette di sostituire il volto di un attore adulto con quello di qualcun altro. È un tipo di programmazione piuttosto complessa «che richiede un sacco di tempo libero», ma che negli ultimi anni è diventata sempre più popolare e facile da usare, tanto che oggi è possibile creare un contenuto pornografico personalizzato in circa dodici ore, «meno di quante se ne impiegano per organizzare un appuntamento nella vita reale», secondo la BBC. Le vittime predestinate sono spesso le celebrity, ma con la diffusione della tecnologia l’uso di deepfake potrebbe allargarsi sempre di più.

Which Tech Giant Will Build a Revenge Porn Database? – Motherboard
PhotoDNA, sviluppato da Microsoft, è un programma che rileva automaticamente le immagini offensive cercando immagini simili o identiche. Viene utilizzato come una sorta di database: quando le organizzazioni per la protezione dei minori segnalano una nuova immagine, anche le aziende tecnologiche possono individuarle. Joseph Cox si è chiesto su Motherboard come mai non esista ancora uno strumento di questo tipo per le immagini classificate come revenge porn. Mentre il problema della condivisione senza consenso di immagini intime sembra allargarsi a dismisura, ancora troppo poco viene fatto dai giganti del tech per trovare una reale soluzione al problema.

Revenge Porn Took My Career. The Law Couldn’t Get It BackJezebel
Nel 2013, quando Annie Seifullah era da poco diventata preside di una scuola media nel Queens a New York, il suo ex fidanzato ha consegnato alcune sue foto private, vecchie di dieci anni, al suo datore di lavoro e alla redazione del New York Post, che le ha immediatamente pubblicate. Così Seifullah si è vista rovinare la carriera, e la vita: un’esperienza che ha raccontato in un lungo articolo su Jezebel, dove parla del licenziamento, delle calunnie, dei problemi economici e di una salute mentale sempre più precaria.

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