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Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Renzi e quel valore aggiunto da dare al Pd l’otto dicembre

La vittoria di questa fase del congresso da parte del sindaco di Firenze non era affatto scontata. Ma la vera differenza la faranno le primarie: più gente porterà ai gazebo, più Renzi darà forza alla sua corsa e al futuro del partito.

19 Novembre 2013

Roma – Sintesi della giornata. Renzi ha vinto tra gli iscritti e non era scontato. Otto punti in più rispetto a Cuperlo (che, tra parentesi, è il candidato di Bersani e di D’Alema, che ancora qualcosa contano in questo partito) sono molti, non sono pochi. Nessuno dubitava (nessuno) che Cuperlo sarebbe andato bene in questa fase dove a contare sono gli iscritti. Renzi resta ancora un corpo estraneo per una buona parte del Pd e sono in tanti (basta farsi un giro per i circoli, per le feste dell’unità) a vedere nel sindaco di Firenze niente di più che una ciambella di salvataggio necessaria da indossare per non affogare in questa complicata fase della vita politica.

E’ vero: se la distanza tra Cuperlo e Renzi dovesse rimanere la stessa da qui all’otto dicembre quello sì che sarebbe un risultato clamoroso, e quello sì che sarebbe un mezzo flop per il sindaco di Firenze. Nel 2009, ai tempi di Bersani e Franceschini, la differenza tra fase degli iscritti e la fase degli elettori non ha portato a uno sconvolgimento del risultato. Ricordate? Tra gli iscritti, il vantaggio di Bersani su Franceschini fu 55 a 36. Ai gazebo, poi, le proporzioni risultarono simili: 52 a 33. A questo giro per Renzi le cose devono andare necessariamente in modo diverso. La forza di Renzi, si sa, è l’elettorato che vive con un piede fuori dal partito e se il sindaco non dovesse essere in grado di mobilitare il suo popolo, diciamo così, rischierebbe di vincere male. Il vero dato allarmante, per tutti, riguarda però la partecipazione a questa fase congressuale. Tra i circoli hanno votato qualcosa come 300 mila iscritti, quasi la metà di quelli che hanno votato nel 2009. Si dirà: c’è stato lo stop al tesseramento. Pazienza, non è una scusa valida. Oggi, di fatto, hanno votato lo stesso numero di persone (poco più) che hanno votato nel 2007 all’ultimo congresso dei Ds (i Ds!). 250 mila allora, 300 mila oggi. Nel 2009 erano circa 466.573.

Renzi, l’otto dicembre, dovrà dimostrare di saper dare quel valore aggiunto che manca al Pd, e la sua sfida è questa: riuscire a dare una svolta anche comunicativa alla sua campagna elettorale e convincere i suoi elettori che la sua forza di condizionamento del governo di larghe intese è direttamente proporzionale al numero di persone che verranno portate nei gazebo. Il partito delle tessere, come è evidente, si è auto rottamato, ed evidentemente non è più quello il suo core business. La forza del Pd deve arrivare da fuori. Se Renzi non riuscirà a incrementare il suo vantaggio in modo sostanziale e se non riuscirà a portare ai gazebo almeno due milioni di elettori, la sua vittoria non solo rischia di essere dimezzata ma soprattutto di rimanere prigioniera di quei signori delle tessere che oggi hanno dato una mano importante a Renzi per vincere nei circoli. La legittimazione di Renzi dunque dovrà venire più da fuori che da dentro l’apparato del Pd. E se mancherà il famoso bagno di folla l’otto dicembre, si può dire già da oggi che il Partito democratico di Renzi rischia di restare ostaggio dello stesso apparato che ha incatenato gli ultimi sfortunati segretari del Pd.

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