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Jonathan Ross, l’agente dell’ICE che ha ucciso Renee Good, è diventato milionario grazie alle raccolte fondi in suo favore
I militanti Maga hanno raccolto la cospicua cifra convinti che Ross non abbia fatto nulla di male e che la sua vittima fosse una terrorista.
L’agente dell’US Immigration and Customs Enforcement (ICE) Jonathan Ross, che il 7 gennaio scorso ha sparato e ucciso Renée Good a Minneapolis, è diventato milionario – in senso letterale: al momento il suo patrimonio personale supera il milione di dollari – grazie a varie raccolte fondi in suo favore lanciate su diverse piattaforme, tra cui GoFundMe e GiveSendGo. Secondo The Independent, queste campagne di crowdfunding sono state lanciate nelle ore immediatamente successive all’omicidio di Good, da militanti Maga che hanno deciso di aiutare Ross a sostenere le spese legali per l’indagine in corso e il processo che forse verrà. Non è detto che venga, questo processo, come ha spiegato chiaramente il vice Presidente J.D. Vance nella famigerata conferenza stampa in cui descriveva Good come una terrorista che aveva perso il lume della ragione: Ross, secondo Vance, gode infatti di una «totale immunità» per eventuali reati compiuti nell’esercizio delle sue funzioni di agente Ice.
Processo o non processo, le raccolte fondi proseguono. La più “ricca” di quelle in corso si trova su GoFundMe, si intitola semplicemente “ICE Officer Jonathan Ross” e finora ha raccolto 787 mila dollari (l’obiettivo è di 850 mila) attraverso quasi 17 mila donazioni. Nella descrizione, il promotore della campagna dice che «dopo aver visto tutte le cazzate raccontate dai media sulla raccolta fondi a beneficio di una terrorista (il riferimento è a Renee Good, ndr), perso che l’agente fosse al 1000 per cento giustificato nella sua decisione di sparare e che si meriti una raccolta fondi anche lui». Un’altra campagna – finora 20 mila dollari raccolti, l’obiettivo è 50 mila – sempre su GoFundMe è accompagnata da una descrizione ancora più orripilante. Pur non essendo verificata (e quindi oggetto di possibili truffe) la campagna ha attirato donazioni ingenti, inclusi 10 mila dollari attribuiti al finanziere Bill Ackman. Wired ha inoltre evidenziato come il testo che accompagna la raccolta fondi sia stato modificato più volte, descrivendo la vittima come «terrorista» e sostenendo la piena legittimità delle azioni di Ross. Una condotta che è in pieno contrasto con le linee guida della piattaforma, che vietano raccolte per persone accusate di reati violenti come omicidio e aggressione, categorie in cui rientrerebbe il caso di Ross. GoFundMe ha dichiarato pubblicamente di essere in fase di revisione di tutte le campagne collegati alla vicenda, ma non ha fornito spiegazioni chiare sul perché la pagina sia ancora online. Una terza raccolta fondi – non ci sono solo queste tre, ce ne sono diverse sparse su più piattaforme che però hanno raccolto finora cifre abbastanza basse – su GiveSendGo ha raggiunto i 278 mila dollari per “Our Brave ICE Hero”. Facendo la somma di queste tre campagne si ottiene poco più di un milione di dollari.
In parallelo, una raccolta separata per la famiglia di Renée Good ha superato un milione e mezzo di dollari, ben oltre l’obiettivo iniziale di 50 mila. I soldi sono stati destinati a un fondo per i suoi figli.
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