Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".
Perché un’immagine della mano di Putin è diventata virale
In queste ore sta girando moltissimo sui social media un frame preso da un video registrato durante l’incontro tra il Presidente della Federazione russa Vladimir Putin e il Ministro della Difesa Sergej Shoigu. L’immagine ritrae la mano di Putin mentre stringe (in maniera apparentemente molto forte) il bordo del tavolo al quale lui e il suo Ministro sono seduti per discutere gli ultimi aggiornamenti arrivati dall’assedio di Mariupol. Il fatto che Putin stringa in quel modo il bordo del tavolo sarebbe, per alcuni, la dimostrazione di sospetti di cui si continua a parlare sin dall’inizio della guerra: Putin sarebbe malato, avrebbe il morbo di Parkinson e serrerebbe la mano in quella maniera per fermarne i tremori.
Ovviamente, si tratta di un sospetto impossibile da dimostrare. Le voci che vogliono Putin affetto da una grave malattia (si era parlato anche di cancro al cervello, nelle scorse settimane) e sempre seguito da un dottore che si preoccupa di monitorarne la salute, circolano dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, ma non hanno mai trovato nessun riscontro, nessuna conferma. Sicuramente non ne verranno mai dalla Russia: una parte fondamentale dell’immagine e della propaganda di Putin, negli anni, è stata costruita proprio attorno alla prestanza e alle prodezze fisiche del Presidente russo.
https://twitter.com/AnonOpsSE/status/1517150141672689664
Nel video in questione, sono in tanti ad aver sottolineato altri dettagli che dimostrerebbero un peggioramento della salute del Presidente russo: le spalle curve, il collo incassato, un’espressione del volto che in certi momenti sembra sofferente.
Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".
Péter Szijjártó ha detto che secondo lui parlare con Sergei Lavrov durante questi riservatissimi incontri rappresenta «l'essenza stessa della diplomazia, una prassi».
Partita in maniera sommessa e discreta, la campagna elettorale è esplosa a ridosso del voto, regalandoci vette altissime di imbarazzo e incredulità. Altissime persino per i notevoli standard italiani.
«Prendetevi 10 o 20 minuti domenicali per fare un salto alle urne, così poi potete andare a guardare una buona serie tv», questo il suo invito.