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20:39 giovedì 8 gennaio 2026
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei

Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.

07 Gennaio 2026

Tra la fine di dicembre e il nuovo anno si è scatenata una nuova ondata di proteste in Iran: quelle in corso in tutto il Paese, per tono e contenuti, vengono descritte come senza precedenti per come contestano apertamente la guida dell’Ayatollah. Lo riporta France24, spiegando che in diverse città manifestanti hanno scandito slogan contro la guida suprema Ali Khamenei e contro l’intero sistema della Repubblica islamica, un livello di sfida considerato particolarmente preoccupante dalle autorità. In particolare, France24 segnala la veloce diffusione di un nuovo coro in tutte le città e paesi in cui si sta diffondendo la protesta: tradotto rozzamente in italiano, il coro fa «Questo è l’anno del sangue, Ali (Khamenei, ndr) verrà cacciato». I primi a cantarlo sarebbero stati i giovani di Marvdasht, città nel sud dell’Iran, e la rapida diffusione del coro sarebbe dovuto anche e soprattutto a un video caricato sui social lo scorso 1 gennaio e che ha rapidamente accumulato milioni di visualizzazioni.

Come in tutte le proteste, ma specialmente in quelle iraniane, i cori e gli slogan ricoprono un ruolo fondamentale, per capire sia le ragioni che hanno portato le persone a manifestare siano gli obiettivi delle manifestazioni stesse. Nello stesso articolo di France24, infatti, vengono elencati diversi altri cori che si stanno diffondendo in queste settimane di protesta: dal semplice “Libertà, libertà, libertà” all’elaborato “Non per Gaza, non per il Libano, la mia vita voglio sacrificarla per l’Iran”, passando per “Poliziotti, unitevi a noi” a “Non avere paura, siamo tutti qui assieme”. Ovviamente, nella storia recente delle proteste iraniane il coro più famoso è indubbiamente “Donna, vita, libertà”, cantato in tutte le manifestazioni seguite all’omicidio di Mahsa Amini. Se volete approfondire la storia dei cori di protesta in Iran, su Wikipedia c’è una pagina che li raccoglie e spiega tutti, dalla fondazione della Repubblica islamica a oggi.

Le proteste sono inizialmente state innescate dal crollo della valuta iraniana, il rial, che ha raggiunto nuovi minimi storici, aumentando moltissimo il costo della vita (inflazione +42 cento rispetto a dicembre 2024, costo dei beni alimentari +72 per cento e quello dei medicinali +50 per cento) e la già profonda crisi economica del Paese. Alla rabbia causata dalla spirale iperinflattiva e dalla perdita di potere d’acquisto si è sommata una contestazione politica violenta, con cori e cartelli che accusano direttamente l’Ayatollah di essere responsabile del deterioramento delle condizioni di vita. Le autorità hanno reagito con la – solita, purtroppo – violenza repressiva, rafforzando la presenza delle forze di sicurezza e procedendo ad arresti di massa. Bbc riferisce che la risposta della Repubblica islamica è stata fin qui durissima, con centinaia di incarcerazioni e un rafforzamento della presenza delle forze di sicurezza, mentre resta difficile valutare l’ampiezza reale del movimento in un Paese dove l’accesso all’informazione è fortemente controllato: i primi video diffusi sui social verificati dall’emittente inglese confermano che le proteste si stanno svolgendo in decine di città in tutto l’Iran, nonostante i pericoli che corrono i manifestanti.

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