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12:06 mercoledì 4 novembre 2026
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Il donatore più generoso di queste elezioni ha puntato sulle sfide per il Senato in Texas, Ohio, Iowa e Maine. Le hanno vinte tutte i democratici, che si sono ripresi Camera e Senato.

04 Novembre 2026

Elon Musk ha speso più di 444 milioni di dollari per sostenere i repubblicani alle elezioni di metà mandato, e in Texas, dove puntava sull’elezione al Senato di Ken Paxton, ha vinto il democratico James Talarico, il primo democratico a vincere un seggio senatoriale in Texas dal 1988. Ma è andata così un po’ ovunque negli Stati Uniti: i Democratici hanno conquistato la maggioranza la Camera e il Senato, dove hanno strappato ai repubblicani sette seggi, tra cui quelli di Maine, Iowa, Kansas, Ohio, North Carolina e South Carolina. Secondo il Financial Times, che ha analizzato i dati della commissione elettorale federale, Musk ha dato ai comitati elettorali 444 milioni di dollari, soprattutto attraverso America PAC, il comitato che ha fondato nel 2024, e il Senate Leadership Fund, vicino al Partito repubblicano. Nessun singolo donatore aveva speso tanto dal 2020, quando Michael Bloomberg aveva messo più di un miliardo nella sua campagna per le primarie del Partito Democratico. Dopo il voto Musk ha commentato su X che stavolta i suoi «laser spaziali per manipolare le elezioni» non avevano funzionato.

Secondo le stime di OpenSecrets, un’organizzazione indipendente che si occupa di finanziamento della politica, queste elezioni sono costate in tutto quasi 12 miliardi di dollari, circa il 30 per cento in più di quelle di metà mandato del 2022: le più costose di sempre. Più della metà dei soldi spesi fino a metà ottobre è passata dai Super PAC (che sta per Political Action Committee), i comitati che possono raccogliere donazioni senza limiti da privati, aziende e sindacati e spenderle per sostenere i candidati, senza però darle direttamente a loro. Dopo Musk, secondo il Financial Times, il donatore più generoso è stato il finanziere Jeff Yass, con 93 milioni, seguito da Bloomberg, il primo tra i democratici, con 75. Dei dieci donatori individuali che hanno dato di più, otto hanno finanziato i repubblicani e solo due, Bloomberg e Reid Hoffman, i democratici. Tra le organizzazioni, quelle fondate da George Soros hanno dato 102 milioni ai gruppi progressisti. Si sono fatte notare anche le aziende di criptovalute: Ripple e Coinbase hanno dato insieme 63 milioni ai comitati che promuovono gli interessi del settore.

Quasi tutto è stato speso in pubblicità, soprattutto televisiva, anche se cresce la quota di quella online. La maggior parte degli investimenti pubblicitari è andata alle sfide per il Senato in Michigan, Texas e Ohio, seguite da Iowa e Maine, cioè le stesse su cui aveva puntato anche Musk. Le hanno vinte tutte i democratici, compresa quella del Michigan, dove è stato eletto Abdul El-Sayed, astro nascente nella sinistra del partito.

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