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15:16 lunedì 30 marzo 2026
Fred Again ha messo su YouTube tutto il (già leggendario) concerto in cui ha suonato assieme a Thomas Bangalter dei Daft Punk La versione integrale del concerto dell’Alexandra Palace di Londra dura due ore e ha già accumulato più 820 mila visualizzazioni su YouTube.
Trump ha detto in maniera molto chiara ed esplicita che vorrebbe prendersi il petrolio iraniano Ma ha anche aggiunto che ci sono degli «scemi» negli Stati Uniti che glielo stanno impedendo. Non ha chiarito chi siano questi scemi, però.
Il reboot cancellato di Buffy si è rivelato uno dei peggiori disastri della storia della tv americana La cancellazione della serie reboot è una sconfitta per tutti: Disney, la regista Chloé Zhao, Sarah Michelle Gellar, e soprattutto i fan.
Stando alla ricostruzione della Questura di Roma, il “controllo” a Ilaria Salis prima della manifestazione No Kings è stato fatto perché nessuno aveva capito che si trattava di quella Ilaria Salis Il controllo all'europarlamentare è durato circa un'ora, tanto è stato necessario perché gli agenti si accorgessero di chi avevano davanti.
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 12.000 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».

La misteriosa prima mappa del Polo nord mai disegnata

03 Marzo 2017

Oggi l’Artico è oggetto di un’attenzione costante e ossessiva da parte di scienziati di ogni parte del mondo; persone che, attraverso il monitoraggio dettagliato dello scioglimento del ghiaccio e di altri fenomeni del continente, si occupano di comprendere i cambiamenti profondi che attraversano il clima del nostro pianeta. Secoli fa, però, era tutto iniziato in un altro modo, dice Atlas Obscura: i primi geografi e cartografi del Polo settentrionale non erano tanto interessati a capire i suoi funzionamenti, quanto a immaginare cosa si nascondeva in quella selva di crepacci e iceberg.

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La prima mappa del Polo nord mai disegnata, il Septentrionalium Terrarum, fu opera del fiammingo Gerard Mercator (ai giorni nostri più famoso per la proiezione di Mercatore) nel 1595. Usando i suoi criteri matematico-analitici di rappresentazione, che prevedevano lo sviluppo di linee di navigazione sempre rette, nella sua prima mappa di navigazione, pochi anni prima, Mercator sarebbe stato costretto ad allargare i poli fino ad estensioni infinitamente grandi: aveva invece deciso di inserire un piccolo Polo nord nell’angolo in basso a sinistra, per ovviare al problema, e con quella prima cartina pose le basi per la sua concezione geografica dell’Artico.

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Prima di parlare della prima rappresentazione del Polo nord, bisogna ricordare che nel Cinquecento nessuno ci era ancora stato davvero (accadrà per la prima volta soltanto nel 1909), per cui Mercatore dovette affidarsi a resoconti e testi ai limiti della fantascienza. Una delle fonti usate dal geografo fiammingo fu l’Inventio Fortunata, uno pseudo-diario di viaggio con protagonista, scrisse lo stesso autore della cartina, «un piccolo frate inglese di Oxford» che si reca in Norvegia e poi «viene spinto più su dalle arti magiche». Questo libro misterioso offrì a Mercatore le caratteristiche salienti del suo Polo nord, a partire dalla Rupus Nigra et Altissima, un’enorme pietra nera collocata esattamente in corrispondenza del polo geografico. La presenza di questa pietra, scrive Atlas Obscura, era «largamente accettata al tempo», e la spiegazione all’epoca faceva leva sulle proprietà magnetiche del globo.

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Mercatore nella sua mappa disegna l’Artico con una suddivisione in quattro ampie zone separate da corsi d’acqua che si incontrano in un grande gorgo di fantasia. Quest’idea venne mutuata dal viaggio di due esploratori del Sedicesimo secolo, Martin Frobisher e James Davis, che si erano spinti fino a ciò che oggi è il Canada settentrionale: entrambi nelle loro memorie avevano parlato di correnti impetuose capaci di spostare iceberg con facilità. Ognuna delle aree dell’Artico, peraltro, nell’idea del creatore della mappa aveva qualità proprie: quella in basso a destra era abitata da «pigmei alti un metro e venti centimetri», mentre quella confinante venne descritta da Mercatore come «la migliore e la più salubre» di tutte, rendendo perciò poco chiaro perché i pigmei non volessero vivere lì.

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