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In realtà, quella tra Usa e Vaticano è una crisi diplomatica che prosegue da settimane e che va molto oltre gli insulti di Trump al Papa L'ultimo, delirante attacco di Trump a Papa Leone XIV è solo il capitolo finale di una crisi che va avanti da tempo, tra minacce velate e inviti ignorati.
La foto di Silvia Salis che gongola per il successo del dj set di Charlotte de Witte a Genova è diventata il meme del momento Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".
Su internet c’è una teoria secondo la quale Orbán ha perso le elezioni perché poco prima aveva incontrato JD Vance e JD Vance porta sfortuna È stato l'ultimo a incontrare Papa Francesco prima che morisse. Era lì mentre naufragava la trattativa tra Usa e Iran. Ed era stato anche in Ungheria a fare un comizio per Orbán. Sono tre indizi, cioè una prova.
Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.

Le vittorie postume nella storia del Premio Strega

Ada D'Adamo, premio di quest'anno con il suo Come d'aria, non è il primo caso di "vincitrice assente": è successo già altre tre volte in passato.

07 Luglio 2023

Nell’immagine: Alfredo Favi, marito di Ada D’Adamo, scomparsa lo scorso 1 aprile, ritira il premio vinto da Come d’aria.

La gioia può arrivare dopo un dolore e la vittoria manifestarsi dopo una grave perdita. Fama e successo degli scrittori non si giudicano mai nel breve periodo, a volte non si giudicano in vita. La storia letteraria è la storia di scrittori e scrittrici che non hanno visto riconosciuto in tempo il loro talento. È la storia di incomprensioni, fallimenti, tempi lunghi, attese, riscoperte tardive. Ada D’Adamo ha vinto il premio Strega 2023 con il libro Come d’aria (Elliot), morta il 1° aprile 2023, due giorni dopo essere entrata nella dozzina del premio, presentata da Elena Stancanelli.

Il vincitore assente, al premio Strega, ricorda immediatamente altri casi. La vittoria del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, del 1959, postuma. Tomasi di Lampedusa muore nel luglio 1957. Il libro non è stato neanche pubblicato, esce nel novembre 1958 (per intuizione di Giorgio Bassani che allora lo sceglie per la casa editrice Feltrinelli) e vince il premio Strega ancora dopo, nel luglio 1959. In mancanza dell’autore ritira il premio proprio Feltrinelli (quell’anno perde Pier Paolo Pasolini con Una vita violenta). Tomasi di Lampedusa non c’è più, ma il Gattopardo entra nel canone della letteratura italiana, insegnato, ammirato, letto ancora oggi, studiato ogni anno nelle scuole e rilanciato all’infinito dalla versione cinematografica.

La vittoria di Ada D’Adamo – con un doloroso racconto della malattia di una madre e di una figlia – ricorda ancora un altro episodio. La vittoria di Mariateresa Di Lascia dell’edizione del 1996, con il libro Passaggio in ombra, pubblicato ancora da Feltrinelli (la casa editrice sconfitta quest’anno). Allora, la sconfitta casa editrice Mondadori, il giorno dopo, si congratula per la qualità del libro. Parla Gian Arturo Ferrari: «È veramente bello bisogna riconoscerlo». Il libro prende moltissimi voti e stacca di 53 schede Le maschere di Luigi Malerba (oggi molto più noto di Mariateresa Di Lascia, e già allora autore di fama internazionale). Malerba non accetta la sconfitta: «Il libro della Di Lascia? Un bel romanzo familiare, ma per favore non paragonatelo al Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, quello era un capolavoro». Malerba si scaglia contro tutti: «C’è stata una operazione editoriale portata avanti da tempo, con il consenso di gran parte della critica letteraria, che ha voluto creare a tutti i costi un caso. Del resto, la vicenda drammatica di una scrittrice scomparsa all’età di quarant’anni per un tumore non poteva non impressionare favorevolmente». Malerba accusa l’ondata di emotività che avrebbe guidato i giurati nella scelta del libro. La storia umana e tragica della scrittrice avrebbe contato più della qualità del romanzo.

Bisognerebbe un giorno scrivere una storia delle reazioni istintive e molto spesso spiacevoli degli sconfitti. Una storia che dovrebbe passare certamente da Antonio Scurati. Nel 2009 Scurati perde contro Tiziano Scarpa, per un solo voto, e ne nasce una polemica, di cui Scurati quattro anni dopo è pentito: «Di essermi lasciato coinvolgere dallo strascico polemico, dal battibecco a distanza con Scarpa è proprio la cosa della mia vita professionale che rimpiango di più». Anna Maria Rimoaldi, cuore del premio Strega del 1996, nell’occasione della vittoria di Mariateresa Di Lascia riesce a evitare la polemica con Malerba. E dice solo: «Raramente ho visto una gioia del genere dopo la proclamazione del vincitore. Anche la gioia degli altri editori, intendo. Evidentemente la vittoria della Di Lascia era nella volontà di tutti».

Il terzo caso è la vittoria di Maria Bellonci, ideatrice del premio stesso. Muore nel 1986. Già la serata della scelta della cinquina, che allora avviene ogni anno nella sua casa, è immersa in «una strana atmosfera». Nonostante la tristezza, tra tartine e bibite, si decide che il premio dovrà continuare anche senza la fondatrice. Tra i libri in gara quell’anno c’è anche il suo, Rinascimento privato pubblicato da Mondadori. Lo spoglio è letto da Giorgio Bassani, Maria Bellonci è prima quella sera e vince poi a luglio anche il premio, l’edizione del 1986. La finale è nostalgica, i presenti ricordano l’anno della prima edizione «ogni domenica quell’appartamento, negli altri giorni silenziosissimo, raccoglieva intorno a due torte, una al cioccolato e l’altra alla crema, scrittori famosi, pittori celebri, principi del giornalismo e critici temuti».

Anche ieri notte al Ninfeo è tornata la gioia della vittoria di cui parlava Anna Maria Rimoaldi raccontando la vittoria di Maria Teresa Di Lascia, un tipo di gioia profonda ma intima. Niente boati, niente esplosioni di spavalderia editoriale. Una festa muta. Una commossa e rispettosa incredulità. L’incredulità del piccolo editore – mai arrivato prima in cinquina – che vive questo riconoscimento con l’espressione stupita e fiera di un Davide che ha battuto Golia. Un libro rifiutato da tanti editori e poi entrato in classifica. Solo il tempo giudicherà la qualità e la resistenza di questo libro, ma l’edizione 2023 porta con sé una storia che va oltre il romanzo, o che almeno lo contiene. Una storia tragica e cupa dalla quale continua a uscire una luce misteriosa.

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