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02:58 sabato 21 febbraio 2026
Il video di Robert Kennedy Jr. e Kid Rock che prima fanno palestra, poi vanno in sauna, infine bevono del latte ha lasciato interdetti persino i trumpiani Nelle loro intenzioni, il video voleva essere un invito ad adottare uno stile di vita sano. A giudicare dalle reazioni, il messaggio non è passato granché.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha fatto una cover dei Massive Attack per la colonna sonora del film di Peaky Blinders E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
Il primo film di Joachim Trier si trova su YouTube ed è un video di lui da ragazzo che fa skate con gli amici A 16 anni il regista di The Worst Person in the World e di Sentimental Value era un quasi professionista dello skate.
Abbiamo tutti il cuore spezzato per la storia di Punch, il cucciolo di macaco abbandonato da sua madre e scacciato dal suo branco Lui e il suo orango peluche sono diventati gli animali più famosi e amati di internet, con milioni di persone che negli ultimi giorni hanno condiviso l'hashtag #HangInTherePunch.
La paura di essere sostituiti dall’AI è ufficialmente una malattia e adesso ha anche un nome, “disfunzione da sostituzione dell’AI” I sintomi possono essere ansia, insonnia, paranoia, perdita di identità e possono manifestarsi anche in assenza di altri disturbi psichiatrici.
L’esposto che ha portato all’arresto del principe Andrea lo ha fatto un gruppo di attivisti che vuole abolire la monarchia inglese Il presidente del gruppo, Graham Smith, ha presentato la denuncia il 9 febbraio. Dieci giorni dopo, l'ex principe è stato arrestato.
Si è scoperto che una casetta in mezzo alle montagne vicino a Barcellona è in realtà un’opera di Antoni Gaudì Giusto in tempo per la ricorrenza dei 100 anni dalla morte del grande architetto catalano.
Nel suo nuovo video Lana Del Rey “omaggia” Sylvia Plath con una scena in cui mette la testa nel forno Dandoci un indizio dei rimandi nascosti in Stove, il possibile titolo dell'album che dovrebbe uscire tra poco più di tre mesi.

Il primo ministro polacco si è lamentato con Netflix per un errore in un documentario sull’olocausto

12 Novembre 2019

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha scritto al Ceo di Netflix, Reed Hastings, per chiedere di correggere un errore in una mappa che si vede in The Devil Next Door. La serie, disponibile dallo scorso 4 novembre, racconta la storia di John Demjanjuk, un uomo accusato di essere Ivan il terribile, una famigerata guardia carceraria che ha operato nei forni di Treblinka. Il motivo dell’indignazione è il riferimento che si fa nella serie ai «campi della morte polacchi»: per Morawiecki si tratta di un errore, visto che i campi erano sì in territorio polacco ma erano controllati (ed erano stati ideati) dai tedeschi. «Netflix, rispetta la storia! Durante il periodo in cui si svolgono i fatti descritti dalla serie tv The Devil Next Door, la Polonia era occupata e la responsabile dei campi era la Germania nazista. La mappa che si vede nella serie non mostra i reali confini di quell’epoca», si legge sull’account Twitter del Ministero degli esteri polacco.

Secondo quanto riporta Bloomberg, Morawiecki scrive che «Non solo la mappa è errata, ma inganna gli spettatori nel ritenere che la Polonia fosse responsabile della creazione e del mantenimento di questi campi». Come segnala Il Post, però, nel Paese è stata recentemente approvata una legge che vieta di accusare la Polonia di complicità nell’Olocausto e di riferirsi ai campi di concentramento nazisti in Polonia come “polacchi”. La lettera a Netflix va perciò inserita nel più ampio tentativo di difendere il “buon nome della nazione polacca”, anche ridimensionando il collaborazionismo con i nazisti e la responsabilità dei crimini compiuti dai polacchi durante la guerra.

Nella sua lettera, il primo ministro ha anche allegato una mappa del 1942 e fatto riferimento a un tweet del Memoriale di Auschwitz che ha commentato così la vicenda: «The Devil Next Door racconta una storia importante. Nonostante questo, mostra una mappa che non solo riporta dei confini che fanno riferimento al dopoguerra e non al periodo dell’occupazione nazista, ma sbaglia anche ad attribuire le posizioni dei campi di Chelmno e Majdanek. Ci si aspetterebbe un’accuratezza maggiore da una produzione così grande». Un portavoce di Netflix ha fatto sapere che i vertici dell’azienda «sono consapevoli delle preoccupazioni» e stanno lavorando urgentemente sulla questione dopo la lettera di Morawiecki.

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