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16:27 martedì 10 febbraio 2026
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.
Per i brand di moda, farsi pubblicità durante il Super Bowl non è mai stato così importante Spot che sembrano corti cinematografici, collaborazioni e persino sfilate: il pubblico del Super Bowl sta cambiando – anche grazie a Taylor Swift – e la moda prende nota.
Emerald Fennell ha consigliato 13 film stilosi da vedere per prepararsi alla visione del suo Cime Tempestose Film memorabili per l'estetica audace, i costumi bellissimi e anche per "l'infedeltà" rispetto ai romanzi da cui erano tratti.

Un’artista ha creato un plugin per bloccare tutte le notizie sull’incoronazione di Carlo

08 Maggio 2023

Se è vero che nonostante tutto l’incoronazione di Carlo ci interessa (come dicevamo qui), è anche vero che non ci interessa così tanto da avere social e news feed tappezzati di notizie sulla monarchia britannica per giorni e giorni. In soccorso di chi non ne può più di Pietre del Destino e Coronation Chair, di cucchiai e supertuniche, c’è il plugin per Chrome e Firefox realizzato dall’artista Hāmiora Bailey: si chiama Pikari Mai!, è gratuito e, come spiega Artnet, elimina dal feed tutte le notizie relative all’incoronazione e al nuovo re d’Inghilterra. «Per i popoli indigeni, la fanfara e l’attenzione che circondano l’incoronazione sono più che fastidiose. Quindi i Tangata Whenua (i popoli della terra) di Aotearoa (la Nuova Zelanda) hanno creato Pīkari Mai, un plugin per che permette a chi lo desidera di interrompere questo flusso di notizie», si legge sul sito del plugin.

https://www.instagram.com/p/Cr2-ZcWpUyc/

Hāmiora Bailey, infatti, è un’artista Maori. I Maori non hanno mai riconosciuto l’autorità della monarchia inglese e, di conseguenza, non considerano re Carlo III il Capo di Stato della Nuova Zelanda. C’entrano, naturalmente, i crimini e le violenze che le popolazioni indigene hanno subìto negli anni del colonialismo, un periodo storico da sempre e ancora adesso al centro del dibattito pubblico neozelandese. Il primo ministro del Paese, Chris Hipkins, sabato 6 maggio era a Londra per partecipare alla cerimonia d’incoronazione. Questo, però, non gli ha impedito, nei giorni sia precedenti che successivi all’evento, di ribadire la volontà del suo Paese di diventare una repubblica. Ha precisato, Hipkins, che al momento questa non rappresenta per lui una priorità politica ma un progetto a lungo termine che, prima o poi, si realizzerà.

In attesa della separazione, per i repubblicani neozelandesi non resta che installare Pīkari Mai! per ridurre al minimo i contatti con la monarchia. «Per noi questo plugin è un progetto artistico speciale, il nostro modo per “sfidare” l’incoronazione». Oltre a eliminare dai feed le notizie su Carlo, Pīkari Mai! fa anche altro: le sostituisce con news che raccontano storie che toccano le popolazioni indigene, scritte da giornalisti di origine indigena. «Volevo dare ai miei koroua, ai miei nonni e antenati, il maggior spazio possibile», ha raccontato Bailey al Guardian.

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