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08:41 giovedì 20 agosto 2026
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori

Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).

10 Febbraio 2026

“Perché non parli, Bianca Censori?“: così si intitolava il pezzo in cui ci interrogavamo sull’enigmatica moglie di Ye, forse sua vittima, forse sua complice, e sulla sua passione per la nudità («fa parte di una performance di arte e moda o è una violenza che sta subendo?», ci chiedevamo). A un anno di distanza, Bianca Censori ha parlato, e lo ha fatto intervistata da Anne Peele (e fotografata da Katy Grannan, sotto la supervisione del fashion editor Andrew Mukamal) su Vanity Fair.

L’occasione è la sua prima mostra che ha inaugurato a dicembre Seoul, BIO POP. Nell’intervista Censori, 31 anni, rivela di aver avuto «un’evidente ossessione per la nudità». «Ero nuda ovunque. Non ho mai preso le distanze dalla nudità, riproponevo costantemente la stessa immagine, ancora e ancora e ancora. Io vivo la mia opera». Uno dei momenti più divertenti dell’intervista è quando Censori, nel tentativo di ottenere la copertina di Vanity, chiede alla giornalista di ricordare alla direttrice del magazine che nel 2025 è stata la donna più googlata del mondo. «Nessuno nella storia ha mai avuto così tanta visibilità senza parlare. Se fosse stata solo nudità, molte persone avrebbero ottenuto lo stesso. Ma dimostra anche che, in un’epoca così sovraesposta e vulnerabile, il mistero ha ancora potere», dice Censori. Così ribatte Peele. ha ragione nel dire che la sua nudità potrebbe non essere l’unico motivo, ma gli altri motivi non sono affatto un mistero, hanno piuttosto a che fare con la salute mentale di suo marito e con il loro rapporto.

Nel resto della lunga intervista, Censori smentisce l’idea di essere un burattino di Ye e spiega che ogni sua scelta è stata frutto di una collaborazione e mai imposta. Poi parla della sua infanzia, della carriera da architetto, di un periodo trascorso in rehab a causa dell’abuso di benzodiazepine (usate per “automedicarsi” in un periodo “emotivamente difficile”) e del desiderio di avere, in futuro, dei figli, ovviamente con Ye. Sull’antisemitismo del marito cerca di mantenere una posizione diplomatica: dice che «Ye ha ossessioni forti», e quella del passato legata all’antisemitismo è stata sicuramente molto dannosa, ma lei dice di essere lì per sostenerlo e amarlo mentre lui cerca di rimediare.

Ricordiamo, infatti, che a gennaio Ye ha comprato una pagina sul Wall Street Journal per pubblicare una lettera intitolata “To Those I’ve Hurt” in cui attribuiva il comportamento a un lungo episodio maniacale legato al suo disturbo bipolare, che gli avrebbe fatto «perdere il contatto con la realtà» e ha dato la colpa anche a una ferita al lobo frontale del cervello subita nel famoso incidente d’auto del 2002. Ma la parte più bella dell’intervista di Peele è l’amaro finale: dopo essersi illusa, durante la serata dell’inaugurazione della mostra di Censori, che Ye avesse imparato a farsi un po’ da parte (in quell’occasione lo descrive mentre mangia una torta a forma di cuore riempiendosi di briciole, timido e riservato), deve ricredersi: qualche settimana dopo un intermediario di Ye la contatta per proporle di intervistarlo a proposito lettera del WSJ. Lei gli dice che se pubblicano quell’intervista su Vanity prima di quella a Bianca sarà l’ennesima dimostrazione che tutto gira intorno a lui. «A quanto pare, gli andava bene così», scrive Peele. «E, come sempre, Censori ha sostenuto la visione artistica del marito».

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