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21:15 mercoledì 20 maggio 2026
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).
La NATO è preoccupata che se la guerra in Iran dovesse continuare si ritroverà senza armi e munizioni perché gli Stati Uniti ne stanno usando troppe Finora gli Usa hanno speso 29 miliardi di dollari per una guerra di cui non si vede la fine e ancora non è chiaro lo scopo.
C’è una gran polemica nel mondo letterario perché la Premio Nobel Olga Tokarczuk ha detto di aver usato l’AI durante la stesura del suo nuovo libro Cosa che in realtà non ha mai detto, come si è affretta a spiegare lei stessa in un comunicato stampa in cui precisa che l'AI non scriverà mai al posto suo.
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.

Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori

Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).

10 Febbraio 2026

“Perché non parli, Bianca Censori?“: così si intitolava il pezzo in cui ci interrogavamo sull’enigmatica moglie di Ye, forse sua vittima, forse sua complice, e sulla sua passione per la nudità («fa parte di una performance di arte e moda o è una violenza che sta subendo?», ci chiedevamo). A un anno di distanza, Bianca Censori ha parlato, e lo ha fatto intervistata da Anne Peele (e fotografata da Katy Grannan, sotto la supervisione del fashion editor Andrew Mukamal) su Vanity Fair.

L’occasione è la sua prima mostra che ha inaugurato a dicembre Seoul, BIO POP. Nell’intervista Censori, 31 anni, rivela di aver avuto «un’evidente ossessione per la nudità». «Ero nuda ovunque. Non ho mai preso le distanze dalla nudità, riproponevo costantemente la stessa immagine, ancora e ancora e ancora. Io vivo la mia opera». Uno dei momenti più divertenti dell’intervista è quando Censori, nel tentativo di ottenere la copertina di Vanity, chiede alla giornalista di ricordare alla direttrice del magazine che nel 2025 è stata la donna più googlata del mondo. «Nessuno nella storia ha mai avuto così tanta visibilità senza parlare. Se fosse stata solo nudità, molte persone avrebbero ottenuto lo stesso. Ma dimostra anche che, in un’epoca così sovraesposta e vulnerabile, il mistero ha ancora potere», dice Censori. Così ribatte Peele. ha ragione nel dire che la sua nudità potrebbe non essere l’unico motivo, ma gli altri motivi non sono affatto un mistero, hanno piuttosto a che fare con la salute mentale di suo marito e con il loro rapporto.

Nel resto della lunga intervista, Censori smentisce l’idea di essere un burattino di Ye e spiega che ogni sua scelta è stata frutto di una collaborazione e mai imposta. Poi parla della sua infanzia, della carriera da architetto, di un periodo trascorso in rehab a causa dell’abuso di benzodiazepine (usate per “automedicarsi” in un periodo “emotivamente difficile”) e del desiderio di avere, in futuro, dei figli, ovviamente con Ye. Sull’antisemitismo del marito cerca di mantenere una posizione diplomatica: dice che «Ye ha ossessioni forti», e quella del passato legata all’antisemitismo è stata sicuramente molto dannosa, ma lei dice di essere lì per sostenerlo e amarlo mentre lui cerca di rimediare.

Ricordiamo, infatti, che a gennaio Ye ha comprato una pagina sul Wall Street Journal per pubblicare una lettera intitolata “To Those I’ve Hurt” in cui attribuiva il comportamento a un lungo episodio maniacale legato al suo disturbo bipolare, che gli avrebbe fatto «perdere il contatto con la realtà» e ha dato la colpa anche a una ferita al lobo frontale del cervello subita nel famoso incidente d’auto del 2002. Ma la parte più bella dell’intervista di Peele è l’amaro finale: dopo essersi illusa, durante la serata dell’inaugurazione della mostra di Censori, che Ye avesse imparato a farsi un po’ da parte (in quell’occasione lo descrive mentre mangia una torta a forma di cuore riempiendosi di briciole, timido e riservato), deve ricredersi: qualche settimana dopo un intermediario di Ye la contatta per proporle di intervistarlo a proposito lettera del WSJ. Lei gli dice che se pubblicano quell’intervista su Vanity prima di quella a Bianca sarà l’ennesima dimostrazione che tutto gira intorno a lui. «A quanto pare, gli andava bene così», scrive Peele. «E, come sempre, Censori ha sostenuto la visione artistica del marito».

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Nude look dopo nude look, ancora non abbiamo capito se è vittima di Ye o sua complice, se la nudità fa parte di una performance di arte e moda o è una violenza che sta subendo.