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01:22 sabato 4 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori

Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).

10 Febbraio 2026

“Perché non parli, Bianca Censori?“: così si intitolava il pezzo in cui ci interrogavamo sull’enigmatica moglie di Ye, forse sua vittima, forse sua complice, e sulla sua passione per la nudità («fa parte di una performance di arte e moda o è una violenza che sta subendo?», ci chiedevamo). A un anno di distanza, Bianca Censori ha parlato, e lo ha fatto intervistata da Anne Peele (e fotografata da Katy Grannan, sotto la supervisione del fashion editor Andrew Mukamal) su Vanity Fair.

L’occasione è la sua prima mostra che ha inaugurato a dicembre Seoul, BIO POP. Nell’intervista Censori, 31 anni, rivela di aver avuto «un’evidente ossessione per la nudità». «Ero nuda ovunque. Non ho mai preso le distanze dalla nudità, riproponevo costantemente la stessa immagine, ancora e ancora e ancora. Io vivo la mia opera». Uno dei momenti più divertenti dell’intervista è quando Censori, nel tentativo di ottenere la copertina di Vanity, chiede alla giornalista di ricordare alla direttrice del magazine che nel 2025 è stata la donna più googlata del mondo. «Nessuno nella storia ha mai avuto così tanta visibilità senza parlare. Se fosse stata solo nudità, molte persone avrebbero ottenuto lo stesso. Ma dimostra anche che, in un’epoca così sovraesposta e vulnerabile, il mistero ha ancora potere», dice Censori. Così ribatte Peele. ha ragione nel dire che la sua nudità potrebbe non essere l’unico motivo, ma gli altri motivi non sono affatto un mistero, hanno piuttosto a che fare con la salute mentale di suo marito e con il loro rapporto.

Nel resto della lunga intervista, Censori smentisce l’idea di essere un burattino di Ye e spiega che ogni sua scelta è stata frutto di una collaborazione e mai imposta. Poi parla della sua infanzia, della carriera da architetto, di un periodo trascorso in rehab a causa dell’abuso di benzodiazepine (usate per “automedicarsi” in un periodo “emotivamente difficile”) e del desiderio di avere, in futuro, dei figli, ovviamente con Ye. Sull’antisemitismo del marito cerca di mantenere una posizione diplomatica: dice che «Ye ha ossessioni forti», e quella del passato legata all’antisemitismo è stata sicuramente molto dannosa, ma lei dice di essere lì per sostenerlo e amarlo mentre lui cerca di rimediare.

Ricordiamo, infatti, che a gennaio Ye ha comprato una pagina sul Wall Street Journal per pubblicare una lettera intitolata “To Those I’ve Hurt” in cui attribuiva il comportamento a un lungo episodio maniacale legato al suo disturbo bipolare, che gli avrebbe fatto «perdere il contatto con la realtà» e ha dato la colpa anche a una ferita al lobo frontale del cervello subita nel famoso incidente d’auto del 2002. Ma la parte più bella dell’intervista di Peele è l’amaro finale: dopo essersi illusa, durante la serata dell’inaugurazione della mostra di Censori, che Ye avesse imparato a farsi un po’ da parte (in quell’occasione lo descrive mentre mangia una torta a forma di cuore riempiendosi di briciole, timido e riservato), deve ricredersi: qualche settimana dopo un intermediario di Ye la contatta per proporle di intervistarlo a proposito lettera del WSJ. Lei gli dice che se pubblicano quell’intervista su Vanity prima di quella a Bianca sarà l’ennesima dimostrazione che tutto gira intorno a lui. «A quanto pare, gli andava bene così», scrive Peele. «E, come sempre, Censori ha sostenuto la visione artistica del marito».

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