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C’è un pesce che si è evoluto appositamente per evitare di avere a che fare con i suoi simili

Si chiama tetra messicano (Astyanax mexicanus) e ci ha messo 20 mila anni per raggiungere questo notevole risultato.

01 Aprile 2025

A volte vorresti mollare tutto, andare a nasconderti in una grotta e non uscire più. Il tetra messicano (Astyanax mexicanus), noto anche come pesce cieco delle caverne, l’ha fatto: circa 20 mila anni fa ha mollato i suoi parenti e ha iniziato a vivere da solo in grotte sottomarine completamente buie. «L’evoluzione del comportamento sociale nello Astyanax mexicanus (AM), che esiste come una forma vedente che vive in superficie e una forma cieca che vive nelle caverne, fornisce un modello per comprendere come le pressioni ambientali modellano i comportamenti sociali», hanno affermato Britney Sekulovski e Noam Miller della Wilfrid Laurier University, autori di uno studio recente che analizza e conferma il caratteraccio del pesce.

Lo studio, come si legge su 404 Media, partiva da questa domanda: il tetra passa tutta la vita in solitudine perché è cieco e non riesce a trovare i suoi simili o è diventato cieco perché non aveva voglia di vedere i suoi simili? Nel primo caso, l’esistenza del tetra sarebbe un punto a favore della teoria della costrizione fisiologica. Nel secondo caso, invece, ad averla vinta sarebbero i sostenitori della teoria della strategia adattativa. Per trovare la risposta a queste domande, i ricercatori hanno messo esemplari di tetra di entrambi i tipi in diverse circostanze che, normalmente, richiedono diversi gradi di interazione con i propri simili. Hanno visto come si comportavano quando erano affamati, quando erano sazi e quando venivano sottoposti all’effetto di ormoni che stimolano la socialità.

Il risultato della ricerca è stato chiarissimo: i tetra non solo non riescono a formare connessioni momentanee e legami duraturi con i loro simili, ma evitano di farlo in tutti i modi e le circostanze. In altre parole: vogliono starsene per i fatti loro, al buio, nelle loro caverne, per i prossimi 20 mila anni e forse per il resto dell’eternità.

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