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23:01 martedì 10 marzo 2026
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.
Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.

Perché, secondo il Guardian, viviamo nell’età d’oro dei documentari

14 Novembre 2016

Mai come negli ultimi anni le attenzioni del pubblico del piccolo e grande schermo sono concentrate sui documentari, un genere che se in passato veniva meno considerato, e che adesso sta vivendo quella che il Guardian individua come la sua età dell’oroI motivi di questo successo sono molteplici: in primis il fatto di poter usufruire dei contenuti in streaming su cellulari, pc e tablet ha appianato la differenza fondamentale che intercorreva in precedenza tra film e documentari, dove i primi erano destinati perlopiù ai cinema mentre i secondi erano relegati a prodotti per la televisione.

inferno herzog

Il cambiamento, però, non passa soltanto della tecnologia ma anche dai gusti del pubblico – che ha iniziato a interessarsi sempre di più, facendo binge-watching degli episodi del recente OJ Simpson, ad esempio – e anche da quelli dei registi, che sono sempre più intenzionati a realizzare documentari a puntate: prendete Ron Howard che ha prodotto Marte, una serie recentemente realizzata per National Geographic.

Il Guardian, poi, elenca una serie di esempi che mostrano, da prospettive diverse, perché il fenomeno documentari sia così cresciuto: innanzitutto spesso si tratta di prodotti d’autore, come nel caso di Michael Moore e il suo TrumpLand, ma anche in quelli di Werner Herzog e Adam Curtis, che si mettono in prima fila per raccontare una storia che senza di loro non avrebbe avuto probabilmente lo stesso effetto.

before the flood

Per far funzionare un documentario, però, conta anche la storia e il modo in cui viene narrata: ecco spiegato allora il successo di One more time with feeling, ad esempio, diretto da Andrew Dominik e con Nick Cave, o quello di The September Issue, documentario sulla realizzazione del numero di settembre di Vogue Us che ha fatto conoscere, e apprezzare, al grande pubblico Grace Coddington. A interessare, poi, sono sempre più i titoli basati su scandali o cronaca nera, basti pensare ad OJ: Made in America, Amanda Knox o Weiner (vincitore al Sundance Film festival), oppure quelli politicamente impegnati, come Before the Flood di Leonardo di Caprio, disponibile gratuitamente online, che si propone di cambiare realmente il mondo.

Immagine di testata: Cosmos, immagini dentro l’articolo Into the Inferno, Before the flood. 

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