Libri per l'estate ↓
17:26 martedì 28 luglio 2026
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
La devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.

Pepito e El Niño Maravilla

07 Giugno 2011

Dopo il ritratto di Eden Hazard, continuiamo il nostro viaggio a scadenza variabile tra i protagonisti di quel bel “giochino” che è il calciomercato.

Giuseppe Rossi e Alexis Sanchez, 24 anni, 173 cm e 73 kg per l’italiano da Teaneck nel New Jersey, 22 anni, 168 cm e 69 kg per il cileno di Tocopilla: città che ha tralaltro ospitato i natali di Alejandro Jodorowsky. Il primo gioca nel Villareal è stato soprannominato Pepito da Enzo Bearzot, per le somiglianze tra il suo gioco e quello di Pablito Rossi, il secondo veste Udinese e viene detto El Niño Maravilla da quando militava nell’Arauco, la squadra del suo quartiere. Basta guardarlo giocare per capire la ragione.

È intorno al destino di questi due “piccoletti”, così simili e così diversi, che si deciderà una discreta fetta del calciomercato che entra ora nel vivo. Se si cercano i loro nomi su Google, li si trova entrambi accostati praticamente a tutte le squadre dell’aristocrazia calcistica europea: Barcelona, Juventus, Manchester United, Inter e Real Madrid. All’appello manca solo il Milan, indegnamente rimpiazzato dall’onnipresente Manchester City di Mancini e Mansour. Entrando maggiormente nel dettaglio, i club che però sembrano davvero essere sul piede di guerra per acquistarli sono tre: Barça, Inter e Juventus. Come dire, una scala all’ingiù che va dalla squadra attualmente più perfetta del mondo (della storia?) a quella più perfettibile (questa volta, si spera, attraverso un progetto serio e ambizioso) passando per una compagine che ha bisogno di alcuni sostanziali e mirati ritocchi per tornare ai fasti appena passati.

Inutile nascondersi, per quanto entrambe siano mezzepunte fortissime si può comunque stabilire una gerarchia di appetibilità. Sono le stesse cifre a cui sono stati messi sul mercato a farlo. E queste “parlano pulito”: chi volesse pregiarsi dei servizi di Alexis Sanchez dovrà sborsare non meno di 30/35 milioni, mentre per Pepito ne “bastano” una ventina. Insomma, sarà poco elegante dirlo, ma è piuttosto chiaro chi tra i due rappresenti il premio di consolazione in questa gara.

I primi a muoversi per entrambi sono stati quelli del Barça che con le mezzepunte ci vanno a nozze – e di fatto sono i principali responsabili del ritorno in auge di questo ruolo – e che ora avrebbero deciso di dedicarsi risolutamente all’acquisto di Sanchez. Segue l’Inter che in inverno si vociferava avesse già strappato il cileno all’Udinese ma che ora, per bocca del suo presidente, ammette: “al momento è in vantaggio il Barcelona”. Ultima arrivata, un po’ a sorpresa, la nuova Juventus di Conte che vede ne El Niño Maravilla la stella giusta per dare credibilità al nuovo corso ma che ha in piedi qualcosa di più che un sondaggio anche per Pepito Rossi.

La situazione è comunque ancora molto fluida, anche per via del rinnovato interesse – proprio di queste ultime ore – di Manchester United e City per il cartellino di Sanchez; anche se la sensazione è che se il cileno dovesse partire le sue destinazioni più probabili restino Barcelona e Inter; in questo esatto ordine. Al Barça il Nino andrebbe a giocare il calcio più bello del mondo (oltre che quello più congeniale alla sua morfologia) e a rendere ancora più incredibile e infermabile il tridente con Messi e Villa. Ma avrebbe anche da guardarsi dalla concorrenza di Pedro che, pur non avendo gli stessi numeri del cileno, ha una duttilità e una utilità tattica troppo spesso sottovalutata. All’Inter, Sanchez entrerebbe a far parte del nuovo progetto di Leonardo, quel calcio amore e fantasia per ora più teorizzato che praticato, e troverebbe in Eto’O una spalla ideale (e chissà, magari anche in Pastore, altro baby fuoriclasse che potrebbe accasarsi a Milano) ma una squadra le cui ambizioni dipenderanno moltissimo dalla bontà del suo mercato.

Dato che al momento non è ancora possibile clonare i calciatori, ecco appunto che si aprono gli scenari di Rossi. Uno che – venendo dal Villareal – in tutte le squadre citate ci andrebbe di corsa, anche a rischio di fare un po’ di panchina. Cosa che accadrebbe di certo al Barcelona (che pure resta il suo sogno) dove Pepito si troverebbe a fare da controfigura, specie nella Liga di – a turno – Villa e Pedro. Andrebbe un po’ meglio all’Inter anche se a Milano rischierebbe di sovrapporsi con Pazzini e di essere percepito dal tifo interista come una soluzione di ripiego, una cosa che in genere la platea nerazzurra del Meazza non perdona. Questo potrebbe accadere pure a Torino, è vero, dove la Juventus ha bisogno di un nome di peso e di primo piano da vendere alla “piazza”, dopo troppi anni di “colpi a metà” o tali solo sulla carta. Però proprio alla Juve, Pepito che, pur trovandosi nell’antipatica situazione di backup del Nino, resta un giocatore di assoluto livello, troverebbe le condizioni migliori per esprimersi, in uno stadio che più che macerarsi nella delusione del mancato acquisto di Sanchez saprebbe gioire di un acquisto in grado (insieme ad altri, ovvio) di far cambiare marcia alla storia recente del club più titolato in Italia.

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