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14:28 mercoledì 30 settembre 2026
Il movimento per la casa ha ottenuto una vittoria storica, ed è tutto merito di una 87enne spagnola che ha rifiutato di farsi sfrattare dalla casa in cui viveva da 70 anni Il 23 settembre Maricarmen Abascal è stata portata fuori in barella dalla sua casa di Madrid, sfrattata dal fondo di investimento che ne è proprietario. Ne è nata una protesta che ha costretto il governo Sanchez a intervenire.
L’ultima iniziativa di Mamdani è regalare 70 mila biglietti per l’opera ai newyorkesi che non si sono mai potuti permettere di andarci L'iniziativa si chiama Opera for All: i biglietti saranno distribuiti via lotteria, 10 mila al mese per tutta la stagione del Metropolitan Opera.
Dopo quasi trent’anni uscirà un nuovo romanzo di Donald Antrim, il più tragico, spassoso, originale, misterioso e fenomenale degli scrittori americani Arriverà il 12 gennaio 2027 negli Usa, si intitolerà My Eliot ed è già considerato il romanzo più antrimiano di tutti.
Una stilista inglese ha realizzato un’intera collezione usando soltanto le tende abbandonate ai festival musicali Lei si chiama Tilly Lawless e ha personalmente recuperato tutte le tende che ha poi trasformato in vestiti, girando i festival di tutta l'Inghilterra.
L’agente Cooper di Twin Peaks ha scritto un’autobiografia in cui però parla più di David Lynch che di se stesso Si intitola Fictional Selves, è uscita il 29 settembre e in realtà è l'autobiografia di Kyle MacLachlan. Ma la parte su Lynch resta vera.
Novo Nordisk, l’azienda che produce l’Ozempic, sta lavorando a un farmaco per “curare” definitivamente le calvizie Nella decisione c'entra anche il fatto che il mercato dei farmaci anti-obesità si fa sempre più competitivo. Oltre alla non lontanissima scadenza del brevetto dell'Ozempic.
C’è uno spettacolo teatrale che ripercorre tutto il processo Pelicot: è lungo 4 ore, sta andando in scena in tutto il mondo ma solo per una notte in ogni città È già passato da Avignone, città del processo, da New York, da Londra e altri 12 Paesi. A New York, tra il pubblico c'era anche Pelicot.
Umberto Pizzi ha pubblicato parte del suo leggendario archivio fotografico sul suo sito personale, aperto e gratuito per tutti È morto oggi, a 88 anni, uno dei più famosi fotografi della storia d'Italia, reporter di guerra, paparazzo gentiluomo e anima del Cafonal di Dagospia.

Uno dei più importanti premi letterari del mondo sta rimanendo senza concorrenti per un boicottaggio pro-Palestina

18 Aprile 2024

Aggiornamento delle ore 12:30 del 23 aprile
Il PEN America di quest’anno non ci sarà. Viste le tantissime rinunce e defezioni da parte degli autori premiati e candidati, la PEN/Faulkner Foundation, organizzatrice dell’evento, è stata costretta ad annullare la cerimonia di premiazione. «Siamo mortificati dal fatto che questa situazione senza precedenti abbia fatto dimenticare a tutti lo straordinario lavoro fatto da giudici stimati, competenti e che tanto si sono impegnati nella selezioni di titoli da candidare in tutte le categorie», ha detto Clarisse Rosaz Shariyf, la Literary Programming Chief Officer del premio, commentando la decisioni di annullare l’edizione 2024.

L’invasione di Gaza da parte di Israele continua ad avere effetti collaterali nel mondo della letteratura internazionale: e dopo il casino tra il premio Hannah Arendt e Masha Gessen, adesso è il turno di uno dei più prestigiosi premi nordamericani, il PEN. È assegnato annualmente dalla PEN/Faulkner Foundation al libro di narrativa considerato migliore, di uno scrittrice o uno scrittore statunitense. Con il Pulitzer e il National Book Award, è uno dei tre più grandi, e sposta le vendite non solo negli USA. Per chiarezza: quando parliamo di “PEN” in generale ci riferiamo a una serie di diversi premi: c’è il Pen/Malamud per i migliori racconti, il PEN Translation Prize, il PEN/Voelcker Award per la poesia, il PEN/ESPN per i libri sportivi, il PEN/Bellwether per le raccolte di saggi, e così via.

Il problema in questione deriva dalla posizione che PEN America, l’associazione che organizza i diversi premi, ha tenuto a proposito della guerra di Israele a Gaza. Tutto inizia il 15 marzo, quando molti autori e autrici ritirarono la loro disponibilità a partecipare al PEN World Voices Festival, spiegando in una lettera aperta che PEN America non avesse fatto abbastanza per condannare l’offensiva israeliana, laddove, nel 2022, aveva fortemente preso le parti dell’Ucraina invasa dalla Russia. A ritirarsi dal festival furono Hisham Matar, Naomi Klein, Lorrie Moore, Zaina Arafat, Michelle Alexander e diversi altri. In risposta, l’associazione ha affermato di aver pubblicato 35 dichiarazioni di condanna sulla guerra.

Qualche giorno fa, PEN America ha annunciato le cosiddette “longlist” per le categorie dei diversi premi annuali:dall’importante Jean Stein Award per il miglior romanzo, vinto l’anno scorso da Percival Everett e del valore di 75.000 dollari, al PEN/Hemingway da 10.000 dollari per l’esordio, e nei giorni successivi molti autori hanno “rinunciato” alla candidatura. Inoltre, Esther Allen, importante traduttrice dallo spagnolo, ha “rifiutato” la vittoria che le era stata assegnata.

Finora sono 29 gli autori e le autrici che si sono fatti da parte, sostenendo che PEN America non ha fatto abbastanza per proteggere gli scrittori palestinesi a Gaza, nonostante la “mission” dell’organizzazione sia quella di proteggere la libertà di espressione nel mondo. Nello specifico, sono stati 9 gli autori che si sono ritirati dalla categoria più prestigiosa e ricca, quella del miglior romanzo. Ne è rimasto uno soltanto.

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