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01:23 sabato 17 ottobre 2026
Un report dell’Onu dice che in Cisgiordania non ci sono mai stati così tanti atti di violenza dei coloni israeliani Nei primi quattro mesi del 2026 erano già 190 al mese, numeri che porterebbero a superare i duemila attacchi entro la fine dell'anno.
C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram Il suo profilo si chiama RateThisBench, raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine ed è anche il modo in cui ha conosciuto sua moglie.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.

A Parigi quest’anno si terrà la mostra definitiva sull’impressionismo

02 Gennaio 2024

Quello che è successo all’impressionismo è uno dei massimi esempi del triste destino che il più delle volte colpisce le avanguardie e i movimenti underground: nato come movimento artistico radicale, scandaloso e sperimentale, oggi l’impressionismo è diventato il soggetto tipico della mostra blockbuster da visitare con la famiglia la domenica pomeriggio, mostra che solitamente riunisce una serie di ciofeche intorno a un paio di opere significative, con infinite variazioni sul tema “Gli impressionisti e…” (da Gli impressionisti e la neve a Gli impressionisti e il Giappone). Ora, 150 anni dopo la famosa mostra che scioccò il mondo dell’arte parigino, una grande mostra al Musée D’Orsay dal titolo Paris 1874: Inventing Impressionism, si impegnerà finalmente a restituire al movimento il suo carattere originario.

Inventing Impressionism sarà un’ottima occasione per ragionare sul rapporto tra la pittura impressionista e la fotografia (cercando spunti per gestire la versione contemporanea di questa querelle: quella tra l’intelligenza artificiale e le immagini autoriali): non è un caso che la prima mostra dell’impressionismo sia stata ospitata nello studio di un pioniere della fotografia, il fotografo e caricaturista Nadar, pseudonimo di Gaspard-Félix Tournachon. Come ricorda il Guardian, la mostra inaugurò il 15 aprile 1874 e comprendeva opere respinte dalla giuria dell’annuale Salon dell’Académie des Beaux-Arts che si teneva al Louvre, dove venivano esposti esclusivamente dipinti allineati alla tradizione e al gusto comune del tempo. Tra i pittori esclusi dal Salon e “salvati” da Nadar c’erano Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Paul Cézanne e Berthe Morisot. Quella che si studia sui libri di storia dell’arte, la prima mostra dell’impressionismo, fu un flop totale e non ebbe alcun successo, né di critica né di pubblico.

A quei tempi il termine “impressionista” era addirittura un insulto: l’aveva coniato il brillantissimo giornalista parigino Louis Leroy criticando un’opera di Monet (che si chiamava appunto “Impression, Soleil Levant”) e giudicandola “incompiuta”: da quel momento dire che un ‘opera era “impressionista” significava dire che era abbozzata, difettosa, incompleta. Come tutti sappiamo, oggi “Impression, Soleil Levant” è giustamente considerata come uno dei più grandi capolavori di Monet. E così, quest’anno, dal 26 marzo al 14 luglio, il Museo che ospita la più grande collezione al mondo di capolavori impressionisti e postimpressionisti ripercorre l’evento che ha segnato l’avvento delle avanguardie. Per non deludere il grande pubblico, ovviamente, non mancherà l’esperienza immersiva: per la prima volta, i visitatori potranno servirsi della realtà virtuale per compiere un viaggio (della durata di ben 45 minuti) all’interno della mostra del 1874.

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