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02:35 martedì 3 febbraio 2026
A San Francisco hanno organizzato una manifestazione in difesa dei miliardari ma non si capisce se sia un’iniziativa seria o una burla L'obiettivo (pare) è proteggere i miliardari residenti in California da una proposta di patrimoniale del 5 per cento sui patrimoni dal miliardo in su.
In Portogallo il centrodestra sta chiedendo ai suoi elettori di votare per i socialisti al ballottaggio pur di non far vincere l’estrema destra Diversi esponenti del centrodestra hanno annunciato che l'8 febbraio voteranno António José Seguro, perché è l'unico modo di difendere la democrazia portoghese.
In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.
Un programmatore ha creato un social che possono usare solo i chatbot e i chatbot lo stanno usando per lamentarsi degli esseri umani Si chiama Moltbook, somiglia molto a Reddit e anche i chatbot si comportano in modo molto simile agli utenti Reddit: si lamentano e insultano.
Il governo Usa si è dimenticato di censurare i volti e i corpi delle donne ritratte nella tranche di Epstein Files appena pubblicata Alcune di queste sarebbero addirittura minorenni: se ne sono accorti i giornalisti del New York Times, grazie a loro le foto sono state rimosse.
Nel nuovo trailer del Diavolo veste Prada 2 c’è Miranda Priestly che, come tutte le direttrici del mondo, va alla ricerca di soldi per il suo giornale Ambientato a Milano, il trailer mostra una Miranda Priestly alle prese, persino lei, con la crisi dell'editoria.
Nonostante abbia vinto il premio per l’Album dell’anno, a Bad Bunny è stato vietato di esibirsi dal vivo ai Grammy Stavolta non c'entra la politica ma un grosso concerto che Bad Bunny terrà l'8 febbraio durante un evento piuttosto importante.
TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.

È Papa da neanche 24 ore ma Leone XIV è già riuscito a far arrabbiare i trumpiani

Perché in passato ha espresso delle cattolicissime opinioni sull'immigrazione, ma soprattutto perché ha osato criticare JD Vance.

09 Maggio 2025

Niente racconta i nostri tempi più del fatto che per conoscere il nuovo Papa abbiamo fatto quello che avremmo fatto con qualsiasi altro essere umano: siamo andati a spulciargli i profili social. Ed essendo Robert Francis Prevost un uomo pure lui, pure lui ha dei vecchi post che andavano benissimo quando li ha fatti ma che potrebbero rivelarsi un problema adesso. È così perché parliamo del primo Papa americano ed essere americani oggi porta inevitabilmente alla domanda: da che parte stai? Sei trumpiano, sei Maga o sei di sinistra, sei woke? Categorie che poco hanno a che fare con il lavoro del successore di Pietro, ma tant’è: i tempi questi sono, nemmeno la Chiesa cattolica può sfuggirvi.

Su Mother Jones, Julianne McShane si chiede proprio se il Papa sia Maga o woke e si risponde con un interlocutorio: dipende a chi chiedi, se i vaticanisti lo hanno tutti definito un centrista, un moderato, una ragione deve pur esserci. Soprattutto, dipende come si interpretano certi vecchi tweet di Prevost riemersi nelle ultime ore. Ce n’è uno, che sta girando moltissimo sui social media, che risale ai tempi della prima amministrazione Trump e del famigerato Muslim ban. Si tratta di un retweet, Prevost evidentemente condivide l’opinione secondo la quale vietare l’ingresso negli Stati Uniti ai siriani, che in quel momento vivevano una delle più violente fasi della guerra civile, era la prova che gli Usa si stavano trasformando in una «nazione immorale». Gesù piange, così si chiudeva il tweet ricondiviso da Prevost.

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Un post condiviso da Yashar Ali 🐘 (@yasharali)

Rolling Stone, versione americana, dice che l’elezione di Leone XIV e la scoperta di questi vecchi tweet ha portato a un «esaurimento nervoso Maga». I più svitati tra i sostenitori di Trump hanno deciso che questo è un Papa marxista, persino più marxista del precedente. Ci permettiamo di dubitare di questa ricostruzione, soprattutto viste le ragioni che la sostengono. I fanatici trumpiani accusano Prevost di essere marxista perché sulle politiche migratorie della seconda amministrazione Trump ha da dire quello che qualsiasi (vero) cattolico dice: ritwittando il cardinale Balse Cupich, Prevost fa sapere che «non c’è niente di lontanamente cristiano o americano o moralmente difendibile in una politica che separa i figli dai genitori e li chiude in gabbia. Tutto questo sta succedendo con la nostra complicità e dovremmo vergognarcene tutti».

Il post (usiamo questa parola perché questo contenuto è molto recente, pubblicato quando Musk aveva già trasformato Twitter in X) però che ha davvero fatto imbestialire i trumpiani e i destrorsi di tutto il mondo è uno che risale al 3 febbraio scorso. Stavolta Prevost non riposta, scrive lui personalmente: «JD Vance si sbaglia: Gesù non ci chiede di avere delle priorità nell’amare il prossimo». Tutta la polemica che è già montata nella scorse ore a causa di questi tweet dimostra sicuramente una cosa: era molto più facile fare il Papa ai tempi di Leone XIII, quando non c’erano social media in cui andare a spulciare.

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