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14:14 lunedì 12 ottobre 2026
Il Nepal c’è stata un’altra inondazione, forse causata da un altro crollo di un altro ghiacciaio Domenica 11 ottobre è esondato il fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, a due mesi dalle alluvioni che ad agosto avevano devastato la regione al confine con il Tibet.
Viviamo nella linea temporale in cui Carlo Calenda consiglia di ascoltare Blonde di Frank Ocean per la Giornata mondiale della salute mentale E in cui questo video diventa virale e viene trasformato in un meme dai profili social di Azione, partito di cui Calenda è leader.
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.

Wikipedia ha aggiunto quello di Gaza nella sua pagina dedicata ai genocidi

18 Novembre 2024

Su Wikipedia esiste una pagina che raccoglie tutte le pagine che parlano di genocidio. Recentemente gli editor dell’enciclopedia online hanno aggiunto un voce: “Gaza genocide“. Si legge, nella descrizione di questa pagina: «Israele è stata accusata da esperti, governi, agenzie Onu e organizzazioni non governative di aver perpetrato il genocidio del popolo palestinese durante l’invasione e il bombardamento di Gaza. A marzo 2024, dopo cinque mesi di attacchi, l’operazione militare israeliana aveva causato la morte di più di 31.500 palestinesi – un abitante di Gaza ogni 75 – con una media di 195 uccisioni al giorno. A luglio la cifra di morti confermate è salita a 40 mila. La maggior parte delle vittime sono civili, tra queste più di 25 mila sono donne e bambini, oltre a 108 giornalisti. Migliaia di cadaveri sono attualmente seppelliti sotto le rovine degli edifici distrutti. A marzo 2024, il numero di operatori sanitari uccisi a Gaza ammontava a 374».

Tra gli editor di Wikipedia la discussione sulla possibilità di aggiungere questa voce alla pagina “List of genocides” prosegue dallo scorso luglio. Una parte degli editor si è da subito detta favorevole all’aggiunta, soprattutto dopo che, all’inizio dello scorso luglio, il titolo della pagina “Allegations of genocide in the 2023 Israeli attack on Gaza” era stato cambiato in “Gaza genocide”. Dall’altra parte ci sono stati anche editor che si sono opposti a questa decisione, sostenendo che la definizione di genocidio riferita a quello che da un anno sta succedendo nella Striscia di Gaza non è ancora universalmente accettata e siamo ancora in attesa del pronunciamento in materia da parte della Corte internazionale di giustizia. Bisogna tenere conto che, per quando difficile possa essere una discussione del genere, la decisione si basa su un principio fondamentale: nella “List of genocides” rientrano gli eventi «definiti così da accademici di fama riconosciuta. Data l’esistenza di diverse definizioni di genocidio, la pagina comprende eventi attorno ai quali il dibattito accademico è ancora in corso e non solo quelli sui quali si è raggiunto consenso in merito alla definizione di genocidio». Dalla pagina, si precisa, sono esclusi quelli che in inglese si definiscono “mass killings”.

In ogni caso, la discussione tra i responsabili di Wikipedia è stata lunga e accesa. La decisione è arrivata a settembre, quando il wikipediano britannico Stuart Marshall l’ha chiusa sostenendo che le prove accademiche a sostegno della definizione di genocidio sono numerose e convincenti. Per chi non lo sapesse, in queste situazioni la procedura di Wikipedia prevede questi passaggi. Il primo: si apre uno spazio chiamato Request for Comment (RfC), dove gli editor possono discutere e dare il loro voto in favore o contrario all’inclusione di una voce in una lista. Se la discussione si trascina e non bastano i voti a dirimerla, interviene un closer, che legge tutti gli argomenti a favore e contro e alla fine chiude la discussione, prendendo una decisione definitiva. Se volete sapere nel dettaglio come è andata la discussione tra i curatori di Wikipedia e come Marshall sia arrivato alla decisione finale, il Jewish Journal ha raccontato tutto nel dettaglio.

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