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19:13 sabato 31 gennaio 2026
TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.
È uscita la prima immagine di Paul Mescal, Barry Keoghan, Harris Dickinson e Joseph Quinn nei panni dei Beatles e in tanti li trovano piuttosto buffi Hanno colpito molto soprattutto la scodella e i baffoni sfoggiati da Barry Keoghan, che nella saga diretta da Sam Mendes sarà Ringo Starr.
L’IDF ha confermato che i morti a Gaza sono almeno 70 mila, la stessa cifra riportata dal ministero della Salute della Striscia Finora, il numero di 71,667 non era stato considerato credibile da alcuni perché fornito da Hamas. Adesso anche l'esercito israeliano lo conferma.
Yung Lean, Robyn, Arca, Oklou, Kelela e tutte le altre buone ragioni per festeggiare i 25 anni di C2C Festival Sono finalmente stati annunciati i primi artisti che suoneranno a Torino dal 29 ottobre al 1 novembre 2026.
Il documentario su Melania Trump è appena uscito ma è già uno dei peggiori flop dell’anno Sostanzialmente, finora nessuno ha prenotato né comprato i biglietti. E quindi sarà difficile rientrare dei 70 milioni spesi tra produzione e distribuzione.
Nel sottosuolo di Niscemi c’è un sistema di rilevamento delle frane di cui tutti si sarebbero “dimenticati” per 20 anni Lo si è scoperto grazie a un'inchiesta della Stampa, secondo la quale gli strumenti di rilevamento sarebbero stati installati e poi abbandonati.
Un uomo ha tentato di far evadere dal carcere Luigi Mangione usando un forchettone da barbecue e una rotella tagliapizza L'improbabile colpo tentato da un ex pizzaiolo noto alle autorità si è concluso con la sua incarcerazione nella stessa prigione di Mangione.
Dopo due mesi di silenzio, Paul Dano ha risposto ai commenti offensivi che Quentin Tarantino ha fatto su di lui Al Sundance Film Festival, Dano ha raccontato di essere estremamente grato alle persone che lo hanno difeso

Il padiglione israeliano alla Biennale di Venezia rimarrà chiuso

16 Aprile 2024

«Mi dispiace, ma credo sia una cosa importante», così l’artista Ruth Patir ha commentato la decisione di tenere chiuso il padiglione israeliano alla Biennale di Venezia fino a quando non ci sarà il cessate il fuoco sulla Striscia di Gaza e Hamas non libererà i 97 ostaggi che tiene ancora prigionieri. In un’intervista concessa al New York Times, Patir ha spiegato che la decisione l’hanno presa lei, i due curatori del padiglione Tamar Margalit e Mira Lapidot, senza informare il governo israeliano. In questo momento, all’ingresso del padiglione è attaccato un foglio A4 con sopra scritto che «The artist and curators of the Israeli pavilion will open the exhibition when a cease-fire and hostage release agreement is reached».

La decisione di Patir, Margalit e Lapidot è l’ultimo capitolo di una discussione che prosegue da mesi. Nello scorso febbraio, migliaia di artisti aveva firmato una lettera aperta in cui si invitava la Biennale a bandire Israele dell’edizione 2024: a detta dei firmatari, qualsiasi altra decisione sarebbe equivalso a «fornire un palcoscenico a uno Stato che pratica l’apartheid e che sta perpetrando un genocidio». La risposta alla lettera era arrivata dal ministero della Cultura italiano: il ministro Sangiuliano aveva ribadito che Israele avrebbe avuto il suo padiglione alla Biennale e che il governo italiano avrebbe garantito la partecipazione israeliana «come quella di tutti i Paesi stranieri riconosciuti dallo Stato italiano».

Per quanto riguarda la partecipazione di artisti palestinesi – non essendo quello palestinese uno Stato riconosciuto dall’Italia, un padiglione dedicato alla Biennale non ci può essere, anche se in passato ci sono stati eventi “collaterali”, come quello organizzato dal Palestine Museum US nel 2022 – anche in questo caso si è deciso di procedere come da programma: il curatore Adriano Pedrosa ha confermato che tra i 331 artisti che parteciperanno alla Biennale di quest’anno ci saranno anche due palestinesi, Dana Awartani, Samia Halaby. Tutto come previsto, insomma. Comprese le polemiche che, ovviamente, sono venute dopo l’annuncio della decisione di Patir, Margalit e Lapidot.

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