Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
Agli Oscar ci sarà una nuova categoria, quella per il Miglior casting
L’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences ha annunciato che, a partire dal 2026, verrà introdotto un nuovo premio Oscar per il Miglior casting. È la prima volta che l’Academy aggiunge una nuova categoria dal 2001, quando era stato introdotto il premio al Miglior film d’animazione.
Come riportato dal Guardian, la nuova categoria arriva dopo una lunga battaglia portata avanti dai direttori del casting, riuniti dal 2013 nel Casting Directors Branch, al fine di vedere il proprio lavoro riconosciuto da un apposito premio. Bill Kramer e Janet Yang, rispettivamente Ceo e presidente dell’Academy, hanno dichiarato che: «I direttori del casting giocano un ruolo essenziale nella produzione dei film, e con l’evoluzione dell’Academy, siamo fieri fieri di aggiungere il casting alle discipline che riconosciamo e celebriamo». Il Casting Directors Branch si è detto soddisfatto del raggiungimento di quello che hanno definito un «meritato riconoscimento» che sarà la «dimostrazione dell’impegno e degli sforzi del nostro settore».
Nel frattempo, già si parla di altre possibili categorie che l’Academy potrebbe aggiungere in futuro alle ventiquattro attuali. Chad Stahelski, stunt-man e regista della saga John Wick, è in contatto con l’Academy per l’introduzione di un premio che riconosca e celebri il lavoro delle controfigure. Già lo scorso anno, Stahelski dichiarava «negli ultimi mesi, ho incontrato i membri dell’Academy per portare avanti queste conversazione e, se devo essere sincero, è stata un’esperienza incredibilmente positiva e formativa. Credo che, per la prima volta, si sia fatto un effettivo passo avanti per realizzare questa cosa.»
Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
Lo scrittore ha recentemente ribadito che «non è dell'umore giusto» per scrivere il finale, gettando nello sconforto chi da anni lo attende. Ma il tormentato rapporto con la sua opera più famosa dice molto su cosa significhi oggi essere uno scrittore di successo.