La metratura del bar verrà raddoppiata, nonostante le polemiche secondo le quali servire panini e gazzose in un luogo così sacro sia quasi peccato.
Un donatore anonimo ha dato al Comune di Osaka 20 kili di lingotti d’oro con la condizione che vengano usati esclusivamente per sistemare i fatiscenti tubi dell’acqua della città
I lingotti valgono circa tre milioni e mezzo di euro, esattamente la cifra di cui il Comune aveva bisogno per completare le ristrutturazioni.
La città di Osaka ha ricevuto in dono lingotti d’oro per un valore di 560 milioni di yen (circa 3.6 milioni di euro) da un donatore anonimo che però ha chiesto che fossero utilizzati per un fine specifico: riparare le tubature dell’acqua fatiscenti della città giapponese. I lingotti d’oro, del peso complessivo di circa 21 chili, sono stati consegnati all’Ufficio Idrico della città.
Come riporta Cbs, il sindaco Hideyuki Yokoyama ha detto che si tratta «di una somma sbalorditiva, tanto che sono rimasto senza parole. Affrontare il problema delle tubature idriche obsolete richiede un investimento enorme e non potrò mai ringraziare abbastanza per la donazione». Il sindaco ha poi affermato che la città rispetterà la volontà del donatore e utilizzerà il dono per migliorare, implementare e realizzare i progetti idrici.
La maggior parte delle principali infrastrutture pubbliche giapponesi è stata costruita durante la rapida crescita economica del Dopoguerra. Lo sviluppo urbano di Osaka, snodo logistico e commerciale della regione, è iniziato prima rispetto a molte altre città, tanto che le sue condutture idriche, come quasi tutte le altre infrastrutture fondamentali, sono prossime alla fatiscenza. «Osaka ha bisogno di rinnovare un totale di 160 miglia di condutture idriche. Il rinnovo di un tratto di 1,2 miglia di condutture idriche costerebbe circa 500 milioni di yen (3.2 milioni di euro)» spiega il responsabile dell’acquedotto della città, Eiji Kotani.
La metratura del bar verrà raddoppiata, nonostante le polemiche secondo le quali servire panini e gazzose in un luogo così sacro sia quasi peccato.