Libri del mese ↓
22:52 domenica 3 maggio 2026
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.
La comunità enigmistica internazionale è piombata nel panico perché il New York Times Magazine ha pubblicato un cruciverba irrisolvibile L'errore è stato corretto nella versione online del cruciverba, ma a quel punto il finesettimana degli appassionati era irrimediabilmente rovinato. Non era mai successo in 84 anni di onorato servizio enigmistico.
I data center per l’intelligenza artificiale stanno diventando dei veri e propri disastri ambientali Consumano enormi quantità di energia, occupano sempre più suolo, inquinano molto e di lavoro ne danno poco. Eppure, se ne costruiscono sempre di più.
La Francia è diventato il primo Paese al mondo ad approvare l’uso della ketamina per curare le crisi suicidarie L'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé ha datto la sua approvazione ufficiale: è la prima agenzia del farmaco al mondo a farlo.
Hanno fatto un film sul looksmaxxing e ovviamente è un body horror Prevedibilmente, è stato intitolato Looksmaxxing, è un cortometraggio e se ne può già vedere qualche scena nel trailer pubblicato su Instagram.
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».

Ologramma per il re

Il nuovo romanzo di Dave Eggers riflette sugli effetti perversi della globalizzazione e presenta un lato inedito dell'editore di Mc Sweeney's.

30 Settembre 2013

Sono passati molti anni da quando Alan Clay – il protagonista di Ologramma per il re, ultimo romanzo di Dave Eggers – poteva guardare con ottimismo e soddisfazione alla propria vita. Lui che pure un tempo ormai lontano aveva trovato l’amore nuotando nelle acque generose del Rio delle Amazzoni, oggi, poco sopra i cinquanta, si ritrova a lottare per mozziconi di avvenire dentro una tenda plastificata nell’arido deserto persiano, in attesa di un Re saudita onnipotente e ineffabile.

Sono passati quasi altrettanti anni da quando Dave Eggers ha scritto uno dei romanzi X-generazionale più citati degli ultimi 20 anni, un romanzo – L’opera struggente di un formidabile genio – in cui si respirava, a tratti persino all’eccesso, tutta l’inarrestabile vitalità e l’invincibile ottimismo della gioventù e del suo autore. Il quale peraltro ha dimostrato con i fatti di essere più o meno inarrestabile, riuscendo a rendere la propria idea di libro – dal testo all’art direction – un brand culturale internazionale, grazie a una lunga serie di felici imprese editoriali tutte più o meno riconducibili al nome di Timothy Mc Sweeney’s, un lunatico stalker della sua famiglia in onore del quale ha tenuto a battesimo la sua ormai celeberrima rivista e casa editrice. L’anno scorso, dopo una lunga serie di racconti, una sceneggiatura, alcuni esperimenti di non fiction tanto ispirati nelle intenzioni quanto riusciti solo a metà, quella porzione di Dave Eggers che ancora fa soltanto lo scrittore nella vita è tornata al romanzo, il suo terzo, otto anni dopo l’ultimo (uscirà in Italia a ottobre, mentre Eggers è già al lavoro su un nuovo romanzo, The Circle, di cui proprio ieri il New York Times ha pubblicato un estratto).

Di dieci più giovane del suo Alan, a quarantaquattro anni Eggers sembra aver scelto di mettere da parte un po’ del suo invincibile “exuperismo”, del suo amore per la digressione e la colloquialità, per lottare, con una strumentazione da romanziere più tradizionale («old-school», l’ha definita il Guardian), per gli ultimi scampoli di rilevanza e puntualità tematica a cui può ambire un romanzo oggi e Ologramma per il re sembra essere il modo in cui ha decisco di farcelo sapere.

La globalizzazione è, per Eggers, quella forza che ha azzerato la gravità nella vita di tante brave persone dell’emisfero occidentale ingenue, incoscienti e complici.

C’è quindi questo Alan Clay, ipocondriaco, divorziato, costantemente in ritardo, un consulente freelance inviato in Arabia Saudita da una compagnia Usa con l’obiettivo di chiudere il contratto per la fornitura di tutto l’IT (compreso l’ologramma del titolo) necessario a KAEC (King Abdullah Economic Center), una pirotecnia urbanistica che Re Abdullah sta facendo costruire a ritmi letargici in mezzo al deserto. Ed è proprio il Re in persona il referente di Clay, l’uomo da convincere, l’uomo a cui spetta la decisione finale non solo sulla ditta a cui assegnare l’appalto ma anche, indirettamente, sulla vita di Alan, il quale è così coperto di debiti che, senza l’alta percentuale sull’eventuale commessa, non potrà pagare il proseguimento degli studi alla figlia. La sola ragione peraltro per cui in Arabia è stato mandato Clay, fuori forma e costantemente sudaticcio, anziché un manager più rampante è un remoto e fugace abboccamento con un parente del Re, e dato che «la famiglia viene prima di tutto» nel mondo Saudita, la ditta che lo ha reclutato spera che questo giochi a favore di Clay. Di certo non è stato scelto sulla base del lungo cursus honorum che, nei suoi anni ruggenti, ha portato Alan Clay dalla posizione di venditore porta-a-porta di aspirapolveri al ruolo di responsabile vendite mondiali di una marca di bici “di qualità” di Chicago. Quel passato non conta infatti più nulla. Non da quando, per risparmiare e con l’avvallo tra gli altri dello stesso Clay, negli anni ’80 la gran parte della produzione è stata spostata in Cina e da lì lentamente le sorti dell’azienda sono andate declinando fino al fallimento che ha travolto il posto che Alan si era ritagliato nel mondo.

È la storia (vera) della Schwinn e anche il cuore del romanzo che è, si sarà ormai capito, un romanzo sugli effetti perversi della globalizzazione. Ovvero, per Eggers, quella forza che ha azzerato la gravità nella vita di tante brave persone dell’emisfero occidentale ingenue, incoscienti e complici («I became unnecessary, I made myself irrelevant» rimugina Clay), costringendole, per mere ragioni di sopravvivenza, a spingersi fino sotto una tenda plastificata, ai bordi di città fantasma ipermoderne, dentro la cornice lunare di paesi dove esistono ancora i Re e – se vogliono – possono anche farsi aspettare per anni.

«I sogni si producono altrove, ormai», fa dire Eggers a un architetto incontrato da Clay a una festa. Se da una parte non si può che empatizzare con il rimpianto per le “buone cose di una volta” e il rimorso per il modo in cui le abbiamo, a volte anche deliberatamente, deprezzate che anima tutto il romanzo, dall’altra si avverte a volte la tentazione di chiedere al pur bravo romanziere: «Tu dove hai vissuto negli ultimi… diciamo… vent’anni?».

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero