Hype ↓
12:42 giovedì 12 marzo 2026
Sembra proprio che Billie Eilish farà il suo debutto da attrice interpretando la protagonista nel film de La campana di vetro di Sylvia Plath Dopo aver detto di non amare la recitazione, la cantante sembra aver cambiato idea grazie a Sylvia Plath e al personaggio di Esther Greenwood.
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.

La voglia di anni ’90

Dal cinema alla tv siamo in pieno revival del decennio che va dal crollo del Muro all'Undici settembre. Qual è stato il valore di quegli anni?

23 Ottobre 2017

Gli anni ’90 non finiscono mai. Gli anni ’90 sono ovunque. Al cinema: danno i Power Rangers, Jumanji, Baywatch. In tv : c’è Twin Peaks, c’è Enrico Papi. In politica: Silvio Berlusconi si allea con la Lega, e in musica intanto è tornato Liam Gallagher. I vecchi Take That si sono riuniti. Fiction: le serie Sky su Tangentopoli, da guardare gustando un Winner Taco. Moda, costume, nostalgia, mito. Gli anni ’90 sono qui e basta una parola, “Tamagotchi”, “Karaoke”, “Doctor Martens”, “Vhs”… a farci sentire nostalgici.

Perché mai abbiamo trasformato in epica un tempo che, forse, neanche capivamo bene, neanche sembrava memorabile? Non erano anni felicissimi. Non c’era alcun boom, non c’era troppa ricchezza. E nessunissima serenità. Erano anni di stragi, di Capaci, delle bombe al Velabro e a via dei Georgofili. Gli anni furiosi dei processi, delle monetine al Raphael, della guerra del Golfo, della Jugoslavia. Gli anni in cui nacque quella politica personalistica che ancora ci portiamo addosso, la “discesa in campo”, la tv trash in piena gloria. E delle mode sbagliate, dei capelli sbagliati, dei codini, delle felpe in vita, delle tute acetate, dei tormentoni, della “Macarena”. Eppure, se parte Max Pezzali con “Gli anni” (che magari a quel tempo ci faceva anche orrore) ci ritroviamo a singhiozzare.  Verrebbe da dare una risposta scontata: eravamo giovani. Non era meglio il mondo; ci sentivamo meglio noi. Ma come per tutte le generazioni, ha anche senso cercare il valore sociale dell’essere stati giovani lì, in quel momento preciso. E il valore sociale nell’essere ex-giovani qui, ora, a rimpiangerli.

RETRO-GULF WAR-US ARMY-KUWAIT

Sbaglierò, ma gli anni del boom e gli anni ’90 mi sembrano avere qualcosa in comune. Ovvero, quelli erano dei “luoghi” ideali in cui essere ragazzi. Tutte le circostanze lo favorivano: dovevi essere al liceo, e allora sì che era perfetto. Noi forse non eravamo sospesi tra una guerra mondiale e gli Anni di piombo, ma ci trovavamo comunque in una parentesi tra due grandi crolli. Perché fu un decennio che iniziò presto, il nostro, almeno nell’89: crollo del Muro. E poi a ruota crollo dell’Urss, della Prima Repubblica, dei vecchi partiti, delle vecchie ideologie, delle frontiere da attraversare in Inter-rail… Eravamo lì, col Novecento raso al suolo, in direzione del 2000. E quello stesso decennio si concluse in ritardo, almeno nel 2001, in un’estate che si aprì coi fatti di Genova (in cui crollavano le speranze No Global, l’ultima incarnazione dei nostri movimenti politici di scuola) e finì con un crollo fisico, a settembre, a New York, quando capimmo che il nuovo millennio probabilmente non sarebbe mai stato quel periodo radioso che avevamo sognato.

In mezzo c’erano stati i ’90. Una carta bianca, perfetta, in cui il futuro sembrava da scrivere. Non eravamo solo noi a essere giovani: sembrava quasi un’adolescenza del mondo. Con tutti gli eccessi dell’adolescenza, col cattivo gusto dell’adolescenza, coi falsi entusiasmi, le mode divise per tribù, il trash e i tic della pubertà. Ma anche con qualcosa che, dal 2001, non ci sarebbe stato più: la certezza che il futuro sarebbe stato migliore del presente. Un sentimento preciso, ingenuissimo, chiaro.

GettyImages-1628242

Fu questa certezza, unita al senso di ricambio epocale, che rese quegli anni una fucina di creatività pop, in cui il mercato musicale andava a pescare sonorità alternative e le rendeva mainstream (in classifica e in radio c’erano i Radiohead, i Nirvana, i Prodigy… trovate un fenomeno simile oggi nella grande diffusione), in cui l’editoria e il cinema avevano ancora il potere di lanciare mode (i cannibali, il pulp…) e in cui, in generale, si era a caccia furiosa del nuovo, perché era quasi ovvio che il nuovo stesse per trionfare.

Poi che è successo? Il revival. Perché l’evento cinematografico è Trainspotting 2 o un remake di It, mentre smaniamo per dei nuovi X-Files? Non è il sorriso bonario della maturità, il nostro. È un rifugio emotivo. È un tentativo di capirci qualcosa, di riconoscerci come generazione. Perché alla nostra generazione, a guardar bene, qualcosa è successo. Quei crolli del 2001, quella disillusione violenta di Genova, quel nuovo millennio così incerto e impaurito, furono il segno di una promessa mancata. Il “luogo perfetto in cui essere giovani” non lasciò il posto ad un “luogo perfetto in cui essere adulti”, ma a un tempo in cui adulti non si diventava mai: il tempo precario, della mancata realizzazione, del mancata prospettiva. Soprattutto, del mancato trionfo di una generazione, la nostra, che, dopo lo slancio, tutto ha fatto tranne che prendere il timone. E così gli anni ’90 non hanno lasciato il posto a qualcosa di nuovo, ma sono rimasti in sottofondo a trascinarsi, come un’eco infinita.

Perché il revival? Forse perché il nuovo millennio per noi non è arrivato mai. E dunque, cresciuti con Ritorno al futuro, a volte pensiamo che sia davvero possibile. Tornare indietro a quel tempo analogico, riavvolgere il nastro con la bic o la matita, e ripartire da lì. Dagli anni, ma sì, in motorino sempre in due, gli anni del: “Tranquillo, siam qui noi”. Gli anni confusi e così ingenui da aspettarsi qualcosa, ed essere sempre pazzamente entusiasti.

Articoli Suggeriti
Sembra proprio che Billie Eilish farà il suo debutto da attrice interpretando la protagonista nel film de La campana di vetro di Sylvia Plath

Dopo aver detto di non amare la recitazione, la cantante sembra aver cambiato idea grazie a Sylvia Plath e al personaggio di Esther Greenwood.

L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia

Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.

Leggi anche ↓
Sembra proprio che Billie Eilish farà il suo debutto da attrice interpretando la protagonista nel film de La campana di vetro di Sylvia Plath

Dopo aver detto di non amare la recitazione, la cantante sembra aver cambiato idea grazie a Sylvia Plath e al personaggio di Esther Greenwood.

L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia

Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.

C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival

Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.

A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro

L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.

Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi

Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.

SOMEWHERE IN ROME, un film di Rivista Studio in occasione del ritorno di Valentino a Roma