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Il governatore della California Gavin Newsom ha ribattezzato il Super Bowl Sunday in Bad Bunny Day Il governatore democratico ha dato l'annuncio con un messaggio ironico che fa il verso a Donald Trump, da mesi impegnato a parlare male del musicista.
Tra le cose mai viste fatte da Bad Bunny al Super Bowl c’è anche quella di essersi esibito in un total look Zara Camicia con colletto, cravatta, maglia e pantaloni chino: questo il look dagli stylist Storm Pablo e Marvin Douglas Linares.
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.

Netflix ha stravinto superando tutte le altre case di produzione

26 Aprile 2021

Più candidature e più vittorie di qualsiasi altra casa di produzione cinematografica: Netflix è stata la vera vincitrice degli Oscar. La piattaforma streaming, ora lanciatissima nella produzione di film originali, ha portato a casa sette statuette d’oro, superando colossi come Warner Bros. e la Sony Pictures. Secondo Variety, «il bottino di quest’anno di Netflix riflette lo sforzo studiato della piattaforma globale, sotto la guida del grande capo dei film Scott Stuber (che si è unito nel 2017), non solo di aumentare il quantitativo di film originali, ma di produrre pellicole di prestigio che concorrano ai premi».

Gary Oldman in Mank, courtesy of Netflix

Netflix si presentava già bene con Mank, il film in bianco e nero sulla vecchia Hollywood che ha ricevuto più candidature alla serata (dieci) anche se alla fine di statuette ne ha vinte solo due: Migliore fotografia e scenografia. Poi c’era Ma Rainey’s Black Bottom, con Viola Davis e Chadwick Boseman, l’attore scomparso quest’anno sul quale i produttori scommettevano per la vittoria postuma come Migliore attore protagonista, e Il processo ai Chicago 7 che nonostante fosse candidato come Miglior film non ha incassato nessuna vittoria. Ha vinto come Migliore Documentario My Octopus Teacher, la storia di un’amicizia tra un uomo e una mamma polpo. Anche nelle categorie dei cortometraggi hanno stravinto le produzioni Netflix, Two Distant Strangers e If Anything Happens I Love You, il primo sulla violenza delle forze dell’ordine su cittadini neri e l’altro sulla morte di una bambina in una sparatoria a scuola.

Dopo Netflix la casa di produzione con più candidature è stata la Disney: cinque premi tra cui Nomadland, Miglior film, e Soul, Migliore film d’animazione. Anche Amazon Studio si è piazzata bene col suo Sound of Metal che ha vinto due statuette, sempre a dimostrazione della veloce e importante legittimazione delle piattaforme streaming come vere e proprie case di produzione.

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