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Il prossimo film di Sean Baker sarà ambientato in Italia e avrà per protagonista Vera Gemma Il film sarà una «lettera d'amore alle commedie sexy italiane degli anni '60 e '70».
L’Irlanda è il primo Paese al mondo a introdurre il reddito di base per artisti Il BIA (Basic Income for Arts) consiste in un compenso di 325 euro alla settimana che arriverà a 2 mila artisti scelti a estrazione tra 8 mila richiedenti.
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.

I My Bloody Valentine sono arrabbiati perché i testi delle loro canzoni su Spotify sono tutti sbagliati

21 Gennaio 2022

«Ci siamo appena accorti che Spotify affianca alle nostre canzoni dei testi sbagliati, non ne sapevamo nulla. Questi testi non solo sono pieni di errori, sono offensivi. Non sappiamo dove siano andati a prenderli, probabilmente da uno di quei siti del cazzo che pubblicano i testi delle canzoni». Negli uffici di Spotify potevano immaginare una recensione peggiore per la nuova funzione introdotta dalla piattaforma streaming a novembre, quella che permette di leggere le parole di una canzone mentre la si ascolta? Probabilmente no, difficile prevedere una stroncatura come questa. Ancora più difficile prevedere che detta stroncatura sarebbe venuta da una delle band più conosciute e apprezzate in tutto il mondo, i My Bloody Valentine.

https://twitter.com/MBVofficial/status/1484292521329106949

Secondo quanto riporta il Guardian, subito dopo il tweet con il quale la band manifestava tutta la propria insoddisfazione per la nuova feature di Spotify, la piattaforma ha rimosso i testi incriminati. Testi che, però, restano consultabili su Musixmatch, il sito al quale Spotify si è affidato per implementare questa nuova funzione che tanto ha fatto arrabbiare i My Bloody Valentine. Il fatto che tutto questo sia successo proprio con loro, tra l’altro, è una coincidenza piuttosto sfortunata: i My Bloody Valentine avevano sempre manifestato una certa diffidenza nei confronti delle piattaforme streaming, tant’è che hanno accettato di rendere disponibile il loro catalogo su Spotify soltanto a marzo del 2021, dopo aver firmato con Domino Records.

La band di Kevin Shields, poi, ha fatto della “cripticità” dei testi un vero e proprio marchio di fabbrica. Spesso le parole non si distinguono affatto, un mistero che nel corso degli anni è diventato parte integrante del mito dei My Bloody Valentine. Shields stesso, pur parlando spesso dei testi, è sempre stato restio a rivelare dettagli: «Sono piuttosto sensuali» è probabilmente la descrizione più dettagliata che l’artista abbia mai fornito. Una volta confessò al giornalista musicale David Cavanagh che non dava i testi delle canzoni nemmeno all’etichetta discografica: dava solo i titoli. Il compito di capire le parole delle canzoni toccava poi a un’impiegata di Creation Records (l’etichetta con la quale la band ha prodotto i primi due dischi, ndr): «I testi che si leggono in quei dischi sono più suoi che miei. E le differenze fanno molto ridere».

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