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16:36 venerdì 21 agosto 2026
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Il Monte Fuji non è mai stato così a lungo senza neve

30 Ottobre 2024

Nell’ormai voluminosissimo faldone della crisi climatica oggi inseriamo un altro record negativo: in 130 anni di misurazioni svolte dall’Agenzia meteorologica giapponese, il Monte Fuji non ha mai passato così tanto tempo senza neve che ne imbiancasse la cima. In media, la neve inizia a posarsi sul monte intorno al 2 ottobre, l’anno scorso il bianco si era intravisto la prima volta il 5 ottobre, siamo al 30 ottobre 2024 e di neve ancora nessuna traccia.

È un record, come si diceva. Dal 1894 a oggi, cioè da quando l’Agenzia fa queste misurazioni, non si era mai arrivati così in là nell’anno senza vedere la neve sul monte. Nel 1955 era comparsa la prima volta il 26 ottobre, la stessa data in cui si era posata nel 2016. Quest’anno si era capito che il record avrebbe avuto vita breve: la scorsa è stata l’estate più calda nella storia del Giappone, le temperature sono rimaste alte per tutto il mese di settembre e per buona parte di ottobre. Semplicemente, non fa ancora abbastanza freddo, non è ancora caduta abbastanza neve, e la cima del Monte Fuji resta “scoperta”.

Tutte le autorità in materia di clima del Paese sono concordi nel dire che la crisi climatica ha sicuramente influito e contribuito a questa situazione. Le condizioni del vulcano sono ormai una questione politica nazionale: non solo la crisi climatica ma anche l’overtourism, che ha costretto le autorità a introdurre un numero massimo di escursionisti che possono accedere al monte tra luglio e settembre (il periodo delle escursioni) e a far pagare a questi escursionisti un biglietto. Chissà se l’assenza di neve risolverà almeno uno dei tanti problemi correlati al Monte Fuji: quello del paesino di Fujikawaguchiko, ogni anno invaso da turisti che vanno tutti lì, tutti nello stesso posto, per fotografare la cima del monte.

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