Secondo la casa editrice Condé Nast, il magazine, che ha una circolazione di 100 copie, «potrebbe danneggiare in maniera irreparabile la reputazione di Vogue».
Il merito non è solo dell'arrivo di Matthieu Blazy e del suo approccio al guardaroba, ma di una strategia di marketing intelligente, capace di scatenare il panico nelle boutique dove è approdata la sua prima collezione.
La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.
Nella sua ultima sfilata per Valentino, il designer ci ha ricordato che dobbiamo ancora fare i conti con il massimalismo degli Anni '80, e che non smetterà mai di essere un'"interferenza" nel sistema
Non c'è ancora la certezza matematica della sua partecipazione al sequel, ma sul palco degli Oscar di ieri si è molto immedesimata nel ruolo di Miranda Priestly.
C'è anche Roberto Saviano, ed è stato presentato in occasione dell'apertura del primo flagship store a Napoli: un modo per parlare di vestiti e cultura insieme.
Quella dei brand indipendenti è praticamente una settimana della moda parallela a quella mainstream, ma ricca di speranze, frustrazioni e lotte sociali.
Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Domenica 1 marzo, al Teatro Franco Parenti, Giuliana Matarrese a Andrea Batilla hanno parlato di Demna, di buona scrittura e critica libera con la più famosa e spietata fashion journalist del mondo, Cathy Horyn.
Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
Inaugurerà l'11 aprile e sarà la prima personale giapponese del designer divenuto culto per la sua costante ricerca dell'anonimato.
La cantante svedese è protagonista della campagna di Acne Studios, e a scattarla c'è una fotografa tra le più amate dalle star di Hollywood, Nadia Lee Cohen.
Tra debutti e seconde prove, Milano prova a immaginare un mondo nel quale le donne si sono liberate delle aspettative social(i) sui loro corpi, e si vestono per piacere solo a sé stesse.
La sua sfilata era evidentemente la più attesa della settimana della moda milanese. Nel debutto come direttore artistico di Gucci c'è, in fondo, tutto quello che ci aspettavamo da lui. Ma non è scontato che sia ciò di cui abbiamo bisogno.