Per i prossimi due anni il brand diverrà main partner del Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquisita da A24 nel 2023
Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Lauren Sánchez e Jeff Bezos continuano a investire milioni in tessuti ecologici e giovani designer. Ma di simpatia, per il momento, ancora nessuna traccia.
Ib Kamara, Virgil Abloh e l'equivoco della sostituibilità culturale a Off-White (e, più in generale, nel sistema della moda europea)
La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.
La mostra prevista al Met e dedicata allo stilista è stata cancellata: motivi (economici) e probabili ripercussioni di una campagna social che ha confuso l'analisi della curatela con la beatificazione religiosa.
Sono previste però special capsule firmate da lui con dieci collaboratori esterni, tra cui il musicista Kid Cudi e lo stilista Raul Lopez.
Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
Si chiama Firkin, contrazione di Fake e di Birkin, appunto. Non costa neanche pochissimo: si va dai 30 ai 100 euro.
La campagna si intitola Simple Stories e tra i protagonisti ci sono Hunter Schafer, Kelvin Harrison Jr, Troye Sivan e Chen Haoyu.
I tech bros della Silicon Valley stanno usando l’estetica e il culto della personalità per farci digerire e desiderare l'iper-sorveglianza quotidiana.
Tra standard di sostenibilità obbligatori, il caso INSTITUTION e le difficoltà di un modello che fatica a trattenere i brand che lancia: la Copenhagen Fashion Week è un laboratorio imperfetto, ma rimane un tentativo necessario
La New York degli Anni Novanta, il grunge, l'amicizia e il dubbio come metodo: Marc by Sofia, il documentario di Coppola non è un resoconto analitico dei fatti, ma una lettera d'amore a un amico e a una città, e va bene anche così.
Scattata da Juergen Teller nello showroom di Belloni, tra salotti, studi e boudoir, Ilona Staller posa insieme a «un mix di amici e persone selezionate per strada».
E non è solo colpa della storica grassofobia del mondo della moda, ma anche (e soprattutto) dell’aria che tira nella politica mondiale. E dell'Ozempic, ovviamente.