Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Perché su TikTok è esplosa l’estetica della “moglie del mafioso”
Se siete degli scrollatori compulsivi di TikTok vi sarete senz’altro imbattuti in qualche video che spiega come ricreare il look o il make-up della cosiddetta “mob wife”: eye-liner pesante, rossetto rosso, capello cotonato, abiti neri, pizzi, fantasie animalier e gioielli dorati. Tra Dolce & Gabbana e Goodfellas, insomma, che non a caso è il film del 1990 scelto dal New York Times per illustrare l’articolo che analizza approfonditamente il trend (ovviamente c’è già chi sta accusando le ragazzine di romanticizzare la criminalità organizzata). Come si legge nel pezzo, sul trend si è espresso addirittura Francis Ford Coppola che, evidentemente, si è sentito chiamato in causa. Secondo il regista del Padrino, la regina assoluta di questo stile sarebbe la sua Connie Corleone, «una sensuale e deliziosa principessa italiana» interpretata dalla sorella Talia Shire.
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Secondo la definizione della giornalista Callie Holtermann l’estetica mob wife è «una losca fusione di pellicce, pelle e stampe leopardate che viene presentata come una sorta di cosplay mafioso». Nei centinaia e centinaia di video che compaiono sotto l’hashtag #mobwife, altrettante ragazzine senza alcuna relazione coniugale con la criminalità organizzata spiegano come truccarsi e vestirsi per sembrare una ricca mafiosa italiana o italoamericana. La fonte di ispirazione più recente è il personaggio di Carmela di Mare Fuori, fidanzata e poi moglie di Edoardo, coi suoi look leopardati e gli orecchini d’oro, ma la Carmela più imitata in assoluto, a livello internazionale, è Carmela Soprano (Edie Falco) nella serie Hbo I Soprano. Insieme a lei, o forse ancora più di lei, la co-protagonista Adriana La Cerva (interpretata da Drea de Matteo). E siamo già arrivati alla fonte del trend della “mob wife”, ovvero la serie tv che ha cambiato la storia delle serie tv, appena scoperta dalla Gen Z proprio grazie a TikTok (ne parlavamo qui).
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