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Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
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Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
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Nel suo primo viaggio diplomatico all’estero, il ministro degli Esteri afghano ha dovuto affrontare un grosso problema: le giornaliste

Ospite in India, Amir Khan Muttaqi ha cercato in tutti i modi di evitare di rispondere alle domande delle giornaliste, escludendole anche dalle conferenze stampa.

14 Ottobre 2025

In visita di stato in India, il ministro degli Esteri afghano Amir Khan Muttaqi ha dovuto tenere due conferenze stampa nel giro di quarantott’ore nell’ambasciata afghana a Nuova Deli. Il motivo? Alla prima non erano stata invitata nessuna giornalista. Questa esclusione ha ovviamente indignato l’opinione pubblica indiana e internazionale, costringendo il governo dei Talebani a indire un’altra conferenza stampa “riparatrice” con tutte le giornaliste in prima fila ad ascoltare le parole del ministro. Muttaqi ha spiegato l’accaduto dicendo che si è trattato di un semplice errore, fatto in buona fede, causato dalla fretta con cui è stato organizzato il tutto: l’invito alla prima conferenza stampa sarebbe stato spedito a una mailing list incompleta in cui erano compresi solo giornalisti maschi.

Ovviamente, sono (siamo) tutti molto diffidenti rispetto a questa versione dei fatti. Anche perché, come riporta Bbc, c’è stato anche un membro del governo afghano che ha ammesso che quella di non invitare giornaliste alla conferenza stampa non è stato affatto un errore ma una scelta precisa e ponderata. Le conferenze stampa di Muttaqi hanno messo in imbarazzo anche il governo indiano, uno dei pochi al mondo che hanno mantenuto dei rapporti diplomatici – anche se ridotti al minimo – con l’Afghanistan dopo che i Talebani hanno ripreso il potere. Per cavarsi dall’impiccio, il ministero degli Esteri indiano si è limitato a dire di non essere stato coinvolto in nessun modo nell’organizzazione della conferenza stampa, né della prima né della seconda.

In ogni caso, alla fine la conferenza stampa riparatrice c’è stata e Muttaqi ha dovuto rispondere a domande alle quali evidentemente non è abituato a rispondere. Domande sul perché nel precedente incontro con la stampa le giornaliste erano state escluse, ma soprattutto sullo stato di gender apartheid, come lo ha definito l’Onu, in cui sono costrette a vivere le donne afghane. Muttaqi ha sostenuto che in Afghanistan «abbiamo dieci milioni di studenti che frequentano scuole e istituti, comprese 2,8 milioni di donne e ragazze. […] Delle limitazioni ci sono, ma non abbiamo mai dichiarato haram (proibito dalla sharia, ndr) l’istruzione delle donne, ne abbiamo solo rimandato l’implementazione». A queste dichiarazioni sono seguite parecchie, dure domande delle giornaliste in sala. Alle quali Muttaqi è riuscito a rispondere poco e male, evidentemente per scarda abitudine.

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