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Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta
Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Dopo aver investito oltre ottanta miliardi di dollari nel lancio e nello sviluppo, Mark Zuckerberg ha ridimensionato fortemente lo sviluppo del Metaverso, chiudendo la sua piattaforma dedicata. Il gruppo Meta, dunque, che nel 2021 aveva deciso di abbandonare il nome Facebook proprio per rendere centrale a livello strategico il peso del Metaverso, ha deciso di chiudere definitamente Horizon Worlds, lo snodo centrale della sua strategia dedicata, dopo anni di investimenti che non hanno portato risultati significativi.
Secondo Quartz, dal 2020 ad oggi l’azienda ha speso oltre 80 miliardi di dollari nello sviluppo della divisione Reality Labs, che avrebbe dovuto portare milioni di utenti a interagire, lavorare e giocare nell’ambiente digitale immersivo accessibile tramite visori VR. Il Metaverso, nella visione iniziale di Zuckerberg, avrebbe dovuto essere un mondo virtuale 3D da abitare in maniera semi-corporea, attraverso avatar personalizzati e, almeno inizialmente, privi di gambe (non si è mai saputo perché i designer di Horizon Worlds fecero questa scelta): una versione tecnologicamente avanzata di Second Life, che però non ha mai fatto breccia. Le vaste distese e gli uffici virtuali di Horizon Worlds sono per lo più rimasti deserti. L’azienda non ha mai registrato più di qualche centinaio di migliaia di utenti mensili, a fronte dei milioni che sarebbero serviti per ripagarla dei grandi investimenti e dei costi di manutenzione dell’infrastruttura del Metaverso.
Quello che era stato presentato come una delle principali direttrici di crescita per Meta si è dunque trasformato in un salasso economico a cui Meta ha posto fine in queste ore. A contribuire al fallimento sono stati molti fattori: l’alto costo e la bassa diffusione dei visori VR necessari all’accesso, una certa “immaturità” della tecnologia stessa, ma anche e soprattutto l’avvento dell’AI. Al lancio di ChatGPT, infatti, Meta si è affrettata a dirottare i suoi capitali e sforzi sulla conquista di questo nuovo mercato, privando il Metaverso delle sue risorse.
L’intelligenza artificiale avrebbe insomma ucciso il Metaverso, ma anche salvato Meta: Quartz ricorda infatti come i conti del gruppo siano migliorati significativamente proprio grazie ai decisi investimenti nel settore dell’AI, che hanno tamponato anche le perdite causate dall’esperimento fallito del Metaverso. Rimane però attiva la divisione di Reality Labs, seppur ridimensionata: si focalizzerà sul mercato degli occhiali VR in collaborazione con Ray-Ban, integrando il mondo del VR con l’AI.
Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.
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