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14:09 martedì 31 marzo 2026
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.
Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300 È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.

Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos

Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.

31 Marzo 2026

Il dresscode del prossimo Met Gala è “Fashion is Art” e sarà quindi dedicato al rapporto dell’abito con il corpo e la sua valenza come forma d’arte. E però l’evento più glamour dell’anno, patrocinato da Anna Wintour e previsto per il 10 maggio, potrebbe trovarsi ad affrontare un problema ben più grave di qualche celebrity malvestita: il collettivo Everyone hates Elon ha infatti deciso di organizzare una protesta, indirizzata al patron di Amazon Jeff Bezos, che quest’anno ha sponsorizzato l’evento. Sul proprio profilo IG, il gruppo ha lanciato l’appello alla raccolta fondi qualche giorno fa, scrivendo «Jeff Bezos pensa che mettersi in posa con le celebrity farà dimenticare al mondo che non paga le tasse e che sostiene Trump, ma sappiamo tutti che sotto Bezos, Amazon alimenta la macchina di deportazione dell’ICE. Ha speso 75 milioni di dollari nel film su Melania per guadagnare il favore di Trump; paga così poche tasse che ha potuto mandare Katy Perry nello spazio; lo abbiamo obbligato a spostare il suo matrimonio da 50 milioni a Venezia e abbiamo spostato l’attenzione sulle sue tasse. Roviniamo i suoi piani per il Met Gala!»

Il riferimento qui è alla dimostrazione organizzata sempre dallo stesso gruppo nell’occasione dello sposalizio estivo di Bezos con Lauren Sanchez, nella città lagunare. Nell’occasione, un gruppo di dimostranti aveva esposto un maxi poster in piazza a Venezia, con la faccia di un Bezos ilare, e la scritta «Se puoi affittare Venezia per il tuo matrimonio, puoi pagare più tasse». L’operazione aveva approfittato del sostegno di 519 utenti che avevano raccolto quasi 15 mila sterline, come si legge sul sito inglese Crowdfunder, tramite il quale era avvenuta la raccolta fondi. Intervistata dalla giornalista Amy Odell per la sua newsletter Backrow, una delle organizzatrici ha affermato che, nonostante l’evento abbia lo scopo di raccogliere fondi per l’area del museo dedicata alla moda, totalmente finanziata da questo evento, «tutto ha un costo, e anche se Bezos da un piccolo ammontare di soldi al Met Museum, ne trae un vantaggio ben maggiore. Sta cercando di ottenere l’approvazione della gente. Si sta inserendo nel discorso sulla cultura, rendendosi più accettabile, in America e nel resto del mondo. E penso che questo sia un grave problema».

A chi sotto il post di Instagram  ha chiesto come saranno utilizzate esattamente le donazioni, un utente ha risposto che si tratta di pagare per i materiali, come ad esempio i banner giganti utilizzati a Venezia, o per gli spazi pubblicitari acquistati a Londra alle fermate dei bus. Al momento la raccolta fondi presente sul sito dell’associazione ha già raccolto 10 mila sterline rispetto alle 20 necessarie: nella pagina si elencano alcuni dei costi che saranno sostenuti, dalla stampa di manifesti da installare alle fermate dei bus (100 sterline) al pagamento delle pubblicità (2500 sterline) fino ad arrivare al costo di una proiezione (15 mila sterline). Non è la prima volta che l’organizzazione si occupa in maniera efficace di protestare contro la broligarchia: oltre al matrimonio veneziano di Bezos, sulla pagina di Crowfunder sono presenti le altre raccolte fondi conclusesi. C’è stata l’affissione dei manifesti a Londra, contro le Tesla di Elon Musk, con il claim “Va da 0 al 1939 in 3 secondi” (che ha raccolto 33 mila sterline); un poster gigante e diversi manifesti pubblicitari che ritraevano Trump ed Epstein insieme, in occasione della visita di stato di Trump in Inghilterra lo scorso settembre (33 mila sterline); la trasformazione di una Tesla destinata allo sfasciacarozze in un pezzo d’arte decorata da scritte come “Billionaries suck” per donare cibo alle famiglie bisognose, a ricordare la promessa di Musk del 2019 di risolvere la fame nel mondo con 6 miliardi di dollari in donazioni. Una promessa ovviamente mai mantenuta.

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