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11:42 domenica 11 gennaio 2026
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

Nella città slovena di Melania Trump nessuno si ricorda di lei

06 Settembre 2016

L’aspirante first Lady Melania Trump è un’ex modella slovena nata nel 1970 a Novo Mesto, vicino al confine con la Croazia, ma cresciuta a Sevnica, una cittadina sulle rive della Sava nel sud-est del Paese. Il suo nome da ragazza era Melanija Knavs, ma quando ha cominciato a lavorare come modella, prima nelle passerelle dell’Europa occidentale e poi negli Usa, nella seconda metà degli anni Novantà l’ha “germanizzato” in Melania Knauss. Di lei s’è cominciato a parlare intorno al 1999 quando ha cominciato a frequentare il tycoon Donald Trump, che poi ha sposato nel 2005, ma del suo passato si sa relativamente poco.

Il Guardian ha provato a indagare sulla sua infanzia e giovinezza inviando il giornalista Alex Duval Smith a Sevnica, per vedere che cosa ricordano di lei i suoi ex concittadini. A quanto pare, però, in pochi hanno memoria di Melania, e in ogni caso chi ce l’ha non ha molto da raccontare. Il risultato è un articolo dal titolo che la dice lunga: “Melania who? Trump’s wife a forgotten memory in Slovenian hometown”.

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L’attuale sindaco della cittadina, Srečko Ocvirk, è stato un compagno di scuola della futura lady Trump. Essendo quasi coetaneo, peraltro, era avanti di appena un anno rispetto a lei, ma ha confidato al giornale britannico di «non riuscire proprio a ricordarla», salvo poi giustificarsi: «Però a quei tempi c’erano molti alunni» (in realtà Sevnica ha appena cinquemila abitanti, e sebbene la popolazione è stata più alta in passato risulta difficile credere che la scuola fosse molto grande). Il Guardian ha parlato con qualche donna della stessa età di Melania, ottenendo lo stesso risultato. «Quando eravamo piccole c’era il socialismo, e dunque eravamo tutte uguali», ha provato a spiegare una.

L’unica persona che ha saputo fornire a Duval Smith qualche dettaglio della giovinezza di Melania è stato un pizzaiolo di nome Matej: ha raccontato che la futura modella amava ricoprire i libri di scuola con fogli presi da riviste di moda italiane. Poi però ha confessato di avere sentito l’aneddoto da un programma televisivo.

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