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16:21 domenica 4 ottobre 2026
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.
Tilda Swinton ha scritto un’autobiografia, ma siccome non voleva fare la solita autobiografia ha deciso di raccontare la sua vita attraverso gli oggetti che ama Si intitola Material Evidence, uscirà nel 2028 e al suo interno ci saranno: un abito da battesimo, una lettera, una gamba di legno, una felpa, una matassa di seta da ricamo, una fotografia, una vita intera.
Per lanciare il loro nuovo album i Fontaines D.C. hanno organizzato dei listening party nei negozi di dischi indipendenti di tutto il mondo e l’Italia è uno dei Paesi in cui ce ne saranno di più Saranno ben 22 e si terranno tutti l'8 ottobre, sparsi dalla Liguria alla Sicilia e molti in "provincia", dentro negozi che sono pezzi di storia delle città.
La storia del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, abbattuto per far posto anche a un supermercato, è molto più complicata e preoccupante di come la si sta raccontando Perché oltre al supermercato verranno costruiti anche una Casa della Comunità, una biblioteca e un polo sociale. E piantati 1350 nuovi alberi.
Negli ultimi cinque anni la Svizzera ha perso un quinto dei suoi ghiacciai Solo nel 2026 è sparito il 5,5 per cento del ghiaccio delle Alpi Svizzere. Gli scienziati parlano apertamente di «un anno catastrofico».
Esiste una mappa che raccoglie tutte le donne, militanti, scrittrici e studiose, che hanno fatto la storia dell’anarchia Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.

La rivoluzione strana di Harry e Meghan

Tra chi ha appoggiato il Megxit e il silenzio della famiglia reale, una serie di articoli per capire cosa è successo e cosa potrebbe succedere.

di Studio
11 Gennaio 2020

«Ciò che Meghan vuole, Meghan ottiene», aveva detto alla stampa uno degli adepti della regina Elisabetta all’alba delle nozze dei duchi di Sussex nel maggio 2018. E la monarca lo aveva rimproverato, con la scusa che i gangli tra i famigliari reali dovevano rimanere nel Palazzo. Lo scorso 24 dicembre, dalla scrivania da cui la regina ha tenuto il suo tradizionale discorso, era sparita però proprio la foto di Meghan, Harry e il piccolo Archie. Perché il diavolo sta nei dettagli, si dice. Ora che la coppia, che già da mesi si era ritirata in Canada distante dalla vita di corte e dagli impegni pubblici, ha annunciato le proprie “dimissioni” dalla Casa reale, rinunciando al titolo e chiedendo indipendenza economica, c’è chi crede che una simile decisione dipenda da un insieme di cause.

Sin dall’uscita del documentario Harry & Meghan: An African Journey, trasmesso poco dopo la dura nota in cui Harry annunciava di voler intraprendere una battaglia contro i tabloid inglesi («Non continueremo a essere vittime di quel bullismo che ha ucciso mia madre»), Meghan era apparsa vulnerabile, triste, fragile proprio come lo era stata Diana. Da allora (e prima di allora) numerose star avevano iniziato a prendere le sue difese, ma a poco è valso. Intanto, mentre la coppia ha deciso di passare più tempo in America, tra quanti considerano la loro rinuncia al titolo di senior royals «un’iniziativa ipocrita», c’è chi preferisce parlare di progressismo: per un approccio alle rigide e intoccabili imposizioni dell’istituzione monarchica che sembrerebbe guardare al futuro.

What to Know About Prince Harry and Meghan, Duchess of Sussex, Stepping Back – New York Time
Dividendo l’argomento in sezioni, il New York Times ha cercato di arginare l’allarmismo relativo al “Megxit”, spiegandone ogni aspetto: cosa è successo e cosa potrebbe avvenire ora. Ricordando alcuni trascorsi della coppia e della famiglia reale intera (altri membri della Casa hanno ridimensionato i loro doveri pubblici per una serie di ragioni, come il principe Filippo e Diana Spencer), e riflettendo circa il concetto di “indipendenza economica”, c’è un unico aspetto che appare incontrovertibilmente certo: «Suits è finito nell’autunno del 2019, Meghan non ci reciterà più».

Harry and Meghan: Royal Hypocrites – The Atlantic Tra i media in lingua inglese che stanno reagendo severamente al comportamento di Harry e Meghan vi è l’Atlantic, secondo cui la coppia avrebbe commesso «il peggior peccato possibile in Inghilterra». Secondo Tom McTague, il ritiro del Duca e della Duchessa di Sussex dalla famiglia reale sarebbe una «rivoluzione fittizia». Poiché i reali manterrebbero i titoli nobiliari e le diverse dimore pagate con i soldi pubblici rifiutando i doveri intrinsecamente legati a tali privilegi, «si tratta solo di una gigantesca ipocrisia».

Can Harry and Meghan be “progressive”? – New Statesman
«Oltre all’isterismo che le loro dimissioni reali hanno generato, circa la decisione dei duchi esiste una questione più laterale da considerare», scrive il New Statesman. Ovvero quanto si possa giudicare “progressista” l’iniziativa della coppia. Come sottolinea Anoosh Chakelian, «se con la parola “progressista” intendiamo una sorta di allontanamento da certe norme storiche, allora può avere senso pensare ad Harry e Megan come tali». A causa delle sfumature economiche che pesano sulle dinamiche reali, però, la questione è molto più complessa.

Tormenting Meghan Markle has become a national sport that shames us | Catherine Bennett – The Guardian
«Meghan Markle ha un’ottima calligrafia», evidenziò la stampa britannica quando l’ex attrice entrò a far parte della famiglia reale. Adesso, dice il Guardian, per gli inglesi quel pregio non è più… un pregio. Anzi: è diventato materiale fresco per la macchina del fango che da tempo è ormai attiva nei suoi confronti. «Tormentare la Duchessa di Sussex è ormai uno sport nazionale», ha scritto Catherine Bennett, provando a fare luce sulla tendenza dei media britannici a guardarla con sospetto.

Nella lunga storia del rapporto tra la famiglia reale britannica e i media c’è un turning point, un punto a partire dal quale tutto cambia e non ritorna più come era prima: ed è la tragedia che nel 1997 ebbe per protagonista la principessa Diana. Il modo in cui Lady D ha incontrato la sua fine – questa la riflessione di partenza del Time – ha infatti modificato radicalmente l’approccio dei media ai reali, e viceversa.
Nel febbraio del 2019, in Inghilterra, c’è stata una nuova regina. Almeno, secondo Beyoncé e Jay-Z che, non potendo recarsi ai Brit Awards di Londra per ritirare il premio per l’album Everything is Love, hanno deciso di realizzare un video di ringraziamento posando davanti a un ritratto della Duchessa di Sussex con corona di diamanti e collane di perle. Nonostante il ritratto, opera di Tim O’Brein, fosse un riferimento al video della canzone “Apeshit”, l’azione dei Carter si inserisce in quel fenomeno che ha visto numerose celebrity supportare la Duchessa.

13 Royal Traditions Queen Elizabeth II Has Broken for Meghan Markle – Reader’s Digest
Fra i motivi che hanno acceso i riflettori sui duchi di Sussex, e che vengono considerate le cause dell’astio della regina Elisabetta nei confronti di Meghan, vi è la rottura di numerose tradizioni reali. Molte, come evidenzia Reader’s digest che ne ha stilato un elenco, riguardano la nascita di Archie (che avrebbe dovuto chiamarsi Arthur, Philip o Charles) e il matrimonio: dal discorso tenuto dalla duchessa durante il ricevimento di nozze (che di solito è lo sposo a pronunciare), all’assenza del padre ad accompagnare la sposa all’altare.

The other American: what Meghan can learn from Wallis Simpson – Guardian Prima di Diana, e soprattutto prima di Meghan, Wallis Simpson fu una delle donne più celebri al mondo: l’unica a vantare il primato di aver fatto abdicare un re d’Inghilterra, per amore. Come fu all’epoca per la Simpson, anche lei americana, Meghan viene ora considerata la «forza trainante» dietro la decisione di Harry, tanto che il Guardian, nel ripercorrere la storia della coppia di esiliati-ammirati considerata la più scandalosa del mondo, evidenzia le analogie tra le due donne, ipotizzando quanto potrebbe accadere.

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