È morta a 89 anni una delle più importanti intellettuali nella storia del femminismo italiano. La sua eredità sta nei libri, nella politica, nella filosofia e soprattutto in un luogo speciale: la Libreria delle donne a Milano.
Francis Ford Coppola vuole tornare alla regia con Megalopolis
A 82 anni, Francis Ford Coppola ha un sogno: dirigere ancora una volta un maestoso, grandissimo film che potrebbe essere l’ultimo della sua carriera. Si chiamerebbe Megalopolis, il regista ci pensa da tempo e ora sarebbe finalmente così convinto di girarlo che in realtà si starebbe già organizzando per la sua realizzazione e produzione, per la quale ha previsto un investimento di almeno 100 milioni di dollari. Ha già scelto anche il cast: tra coloro che si sono già avvicinati al progetto troviamo Oscar Isaac, Forest Whitaker, Cate Blanchett e Jon Voight. Altre interpreti, tra cui anche Zendaya, Michelle Pfeiffer e Jessica Lange, saranno «presto contattate», ha scritto il Guardian.
Come ha spiegato a Deadline, nonostante molte cose debbano essere ancora approvate (tra queste, proprio il cast effettivo), Coppola crede fortemente nel successo e nell’importanza culturale del progetto, considerato da tempo il suo film dei sogni, l’ultimo con cui sarebbe giusto finire. Ha quindi ipotizzato che le riprese possano iniziare nell’autunno del 2022 e ha anche rivelato la presenza nel film di James Caan, attore che ha già lavorato con Coppola ne Il Padrino dove ha interpretato Sonny Corleone.
Per quanto riguarda la storia, Megalopolis racconterà di un architetto che vuole ricostruire, dopo un disastro devastante, la città di New York, seguendo però idee utopiche. Come rivelato dallo stesso Coppola la trama del lungometraggio prenderà spunto dal testo latino La congiura di Catilina di Cicerone (con Oscar Isaac nel ruolo ispirato a Catilina e Forest Whitaker invece in quello ispirato a Cicerone). «Megalopolis propone un messaggio fondamentale: è il momento di considerare che la società in cui viviamo non è l’unica alternativa disponibile per noi. E che l’utopia non è tanto un piccolo luogo sperimentale, ma una discussione di persone che si fanno le giuste domande sulla società in cui vivono, chiedendosi se è l’unica alternativa o, se per il bene dei giovani, ci sono scelte migliori che potrebbero essere discusse», ha spiegato Francis Ford Coppola a Deadline, dicendosi disposto anche a finanziarlo di tasca propria nel caso in cui non dovesse raggiungere la cifra necessaria per produrlo.
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