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Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
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Dopo averlo distrutto, Israele ha vietato l’accesso a Masafer Yatta, il villaggio di No Other Land

«Per evitare disordini» possono entrarci solo i coloni, ai quali l'Idf ha lasciato il territorio dopo aver scacciato i palestinesi che ci vivevano.

04 Giugno 2025

Lunedì 2 giugno Yuval Abraham e Basel Adra, i registi del documentario premio Oscar No Other Land, hanno provato a entrare a Masafer Yatta assieme a un gruppo di giornalisti e attivisti. L’obiettivo di Abraham e Adra era raccontare e mostrare cosa sta succedendo nel villaggio: una settimana fa Khalet al-Daba, una delle dodici comunità che qui risiedevano (purtroppo bisogna ormai usare l’imperfetto) è stata rasa al suolo dai carrarmati dell’Idf per far spazio ai coloni. La stessa cosa sta succedendo in tutta la Cisgiordania occupata (Israele ha recentemente approvato l’instaurazione di 22 nuove colonie), questo volevano raccontare e dimostrare i registi. Per il momento, gli è stato impedito: tra loro e il villaggio si è messo l’Idf, che impedisce completamente l’accesso a chiunque venga da fuori. «Per evitare disordini», questa la spiegazione ufficiale fornita dall’esercito israeliano.

«Il 5 maggio è arrivato l’esercito e ha distrutto l’85 per cento del villaggio. Hanno distrutto quasi tutte le case, tutte le vecchie grotte, i bagni, i pozzi, i pannelli solari che fornivano alle persone un minimo di elettricità, le tubature dell’acqua, lasciando gli abitanti senza rifugio», ha spiegato Adra, che a Masafer Yatta è nato e cresciuto e ci vive. O almeno, ci viveva, perché l’Idf ha impedito anche a lui di passare il checkpoint e di tornare a quel che resta della sua casa ad Al Tuwani. Sia Adra che Abraham hanno chiesto l’intervento della comunità internazionale, senza il quale gli abitanti di Masafer Yatta verranno abbandonati a se stessi: «So che hanno tanto da nascondere perché l’ho visto con i miei occhi: la distruzione, la violenza dei coloni non ha fine. Stanno arrestano persone che vogliono semplicemente vedere e mostrare questa violenza. Ed è sbagliato, questo», ha scritto Abraham. «Questo significa vivere sotto occupazione: un soldato mascherato decide chi può passare e quando può farlo, quando distruggere o quando invadere le nostre case», spiega Adra in un post su X.

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