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Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
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Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
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È partita la Marcia mondiale per Gaza, con l’obiettivo di interrompere l’assedio di Israele alla Striscia

Al momento sono in viaggio mille persone, verso Rafah. Altre migliaia dovrebbero unirsi alla Marcia al Cairo, ma gli ostacoli sono molti.

11 Giugno 2025

Lunedì 9 giugno la Marcia mondiale per Gaza è partita da Tunisi, l’obiettivo (quasi impossibile da raggiungere, lo dicono gli stessi organizzatori e partecipanti) è arrivare fino alla Striscia e nel frattempo fare pressione sulla comunità internazionale affinché si ponga fine all’assedio-invasione deciso dal governo Netanyahu. I partecipanti alla marcia al momento sono circa mille, appartengono a diversi movimenti e associazioni, viaggiano a bordo di nove autobus (da qui il nome di convoglio Sumud) e vengono soprattutto dal Maghreb. Molti altri sono attesi al Cairo domani, giovedì 12 giugno, città in cui si dovrebbero riunire attivisti provenienti da 50 Paesi del mondo che stanno contribuendo a organizzare e finanziare l’iniziativa.

Al momento, però, non è sicuro che la Marcia arriverà fino in Egitto: i primi mille partecipanti adesso si trovano in Libia, dove si fermeranno per un giorno, per riposare. Dopodiché, partiranno alla volta del Cairo, ma manca ancora l’autorizzazione da parte delle autorità libiche per attraversare i territori in questione, raggiungere il confine e superarlo. La situazione è particolarmente complicata, considerando che in Libia ci sono due governi, uno riconosciuto dalla comunità internazionale e l’altro no, che controllano uno la parte est e l’altro la parte ovest del Paese. Per arrivare in Egitto, i partecipanti alla Marcia dovranno ottenere il permesso del Governo di Stabilità Nazionale, che al momento non sembra granché intenzionato a concederlo.

Come riporta Al Jazeera, lo stesso problema si ripresenterà in Egitto. Per arrivare a Rafah, infatti, la Marcia dovrà attraversare un pezzetto di terra che sta tra El Arish e il confine con Rafah. Questo pezzetto di terra, però, è una zona militare egiziana, il passaggio qui è vietato per chiunque a eccezione delle persone che vivono a El Arish. E infatti, al momento il governo egiziano non ha diffuso alcuna comunicazione ufficiale in merito alla Marcia: non si sa cosa succederà se e quando i partecipanti dovessero arrivare fin lì. Se anche si dovessero realizzare le più ottimistiche delle previsioni, resterebbe comunque il problema maggiore: una volta arrivati a Rafah, gli attivisti si troveranno davanti l’esercito israeliano, e con ogni probabilità il loro viaggio si interromperebbe lì.

C’è un precedente molto recente che rende questo scenario quasi una certezza: quello della Madleen, la barca di Freedom Flotilla che avrebbe dovuto portare a Gaza aiuti umanitari e che invece è stata fermata in mare, i membri dell’equipaggio presi in custodia e rispediti indietro.

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