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05:25 martedì 7 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Contrordine, la Mannequin Challenge esisteva già nell’Ottocento

16 Dicembre 2016

Se per caso avete fatto login su un qualche social negli ultimi due mesi, vi siete sicuramente imbattuti in un gruppo di persone che mima una scena di vita quotidiana “congelata” mentre in sottofondo si sente “Black Beatles” dei Rae Sremmurd. La Mannequin Challenge è nata a ottobre in una high school della Florida, inventata da un gruppo di studenti, e da allora si è diffusa a ogni latitudine, coinvolgendo più o meno tutti, dalla first lady uscente Michelle Obama alla nazionale inglese di calcio.

Tra le altre cose, spiega Inverse, la “sfida del manichino” ha un precedente storico di provenienza antica: «molto prima che gli smartphone filmassero gli arti simil-cartonati di persone in cerca di fama su internet, nell’Inghilterra vittoriana mettersi in posa era una popolare forma di intrattenimento», scrive il magazine. Il riferimento è ai tableaux vivants, una tecnica di derivazione medievale che era passata dai teatri alle case private, diventando ciò che su un magazine americano del 1871 veniva definito il perfetto gioco per le feste.

Victorian Surgery

Gli invitati a un party vittoriano erano soliti scegliere una scena famosa della storia, dell’arte o della letteratura e ricrearla davanti a un pubblico di amici e conoscenti. La stessa pubblicazione americana appena citata, Parlor Tableaux and Amateur Theatricals, dava consigli su come organizzare il gioco: meglio scegliere dai cinque ai dieci tableaux per serata, ad esempio, alternando tra scene serie e descrizioni dalle sfumature più comiche. «La più grande attenzione va posta nella classificazione delle figure e nell’armonia dei colori: il successo deriva da questi due punti», scriveva l’autore, aggiungendo che «quando le figure sono animate e controllate da un gusto raffinato, l’effetto è affascinante».

La stessa regina Vittoria era un’appassionata della Mannequin Challenge d’antan: la famiglia reale era spesso impegnata in tableaux vivants. In un disegno risalente al 1852, la regnante aveva disegnato i suoi sei figli impegnati a portare in scena L’Allegro di John Milton per il trentatreesimo compleanno del loro padre.

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