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Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York

Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.

04 Febbraio 2026

Per la prima volta nella storia di New York a gestire il sistema penitenziario della città ci sarà un ex detenuto. Quella fatta da Zohran Mamdani è una scelta certamente politica ma anche fortissimamente simbolica: il sindaco di New York ha nominato Stanley Richards alla guida del New York City Department of Correction, ovvero “l’assessorato” che gestisce le carceri cittadine. Si tratta di una figura di potere che fa da controllore e garante: Richards sarà responsabile della sicurezza e delle operazioni quotidiane all’interno delle carceri, ma anche della riabilitazione dei detenuti e del rispetto delle norme federali e statali sulle condizioni di detenzione. 

Richards in carcere c’è stato: ha infatti scontato una lunga pena detentiva negli anni Ottanta. Secondo quanto ricostruito dalla stampa statunitense, fu condannato a 9 anni per rapina, scontando quattro e mezzo in carcere, due dei quali a Rikers Island, il più grande penitenziario dello Stato di New York. Dopo la scarcerazione, arrivata nel 1991, Richards ha seguito un percorso di reinserimento che lo ha portato a diventare una delle voci più influenti nel dibattito sulla riforma delle carceri. Negli ultimi anni ha lavorato come consulente e attivista, diventando presidente della Fortune Society (una delle più grandi organizzazioni senza scopo di lucro statunitensi che si occupano di ex detenuti), occupandosi di alternative alla detenzione, condizioni di vita dei detenuti e programmi di rientro nella società.

Quella di Richards è una scelta che arriva in un momento molto difficile per il sistema carcerario newyorchese e in particolare per Rikers Island, dove si è registrato un numero preoccupante di morti (addirittura 14) di detenuti durante la carcerazione, come ricorda il New York Times. Richards è dunque chiamato a ridurre la violenza negli istituti, migliorare le condizioni di detenzione e ripensare il ruolo del carcere all’interno delle politiche di sicurezza urbana.

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