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05:35 mercoledì 18 marzo 2026
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.
Una ricerca ha scoperto che, contrariamente a quanto si credeva, la cannabis non ha nessuna efficacia nella cura di ansia e depressione Si tratta della più grande ricerca di questo tipo mai fatta. Secondo i risultati, usare i cannabinoidi per curare ansia, anoressia nervosa, Ptsd o altre dipendenze non serve a nulla.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.
Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.
Israele ha detto che agli sfollati libanesi non sarà consentito tornare a casa Secondo le autorità libanesi più di 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, a quanto pare definitivamente.
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.
Sempre più persone vanno dallo psicologo dicendo di essersi ammalate di depressione per colpa della politica Stress cronico, spaesamento, ansia. La cura più efficace, al momento, sarebbe l'attivismo, quello vero.
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.

Il Louvre ha un grossissimo problema: ci vanno troppe persone

28 Gennaio 2025

L’ha detto la stessa direttrice del museo, Laurence des Cars, la scorsa settimana: ormai visitare il Louvre è diventata una “fatica fisica”. Non che prima non lo fosse, e chi ha visitato il museo almeno una volta nella vita può confermarlo: ma ora a rendere estenuante una visita al Louvre non sono più le ore di cammino, dovute semplicemente alle dimensioni mastodontiche del museo e all’incredibile quantità di opere in esso contenuta. Ora, ci sono dei veri e propri problemi che, come stanno facendo notare tutti i visitatori, rendono le visite al museo stressanti e frustranti. Prima di tutto l’affollamento, che il museo ha dimostrato di non sapere gestire (soprattutto nella famosa sala della Gioconda): un affollamento che, come sottolineano i visitatori arrabbiati intervistati dal Guardian, non è affatto silenzioso: «sembra di essere in una piscina pubblica», dice una donna che visita regolarmente il Louvre da 40 anni e che dopo l’ultima volta, giura, non ci metterà più piede. Poi l’organizzazione delle sale, che in museo con 8 milioni di visitatori l’anno (ma pensato per accoglierne la metà, come si legge in questo articolo del Guardian) dovrebbe essere migliore: non si capisce dove bisogna andare né dove ci si trova e molte sale non sono numerate. L’attesa all’esterno, anche con un biglietto orario già acquistato online, può durare anche un’ora. Per uscire bisogna attraversare un’infilata di negozi che è praticamente un centro commerciale. E come se non bastasse la struttura, che non viene ristrutturata da decenni, inizia a presentare vari problemi proprio a livello di manutenzione, con tanto di infiltrazioni d’acqua, problemi di riscaldamento e attrezzature obsolete.

Martedì 28 gennaio Emmanuel Macron ha visitato il museo proprio per affrontare le preoccupazioni riguardanti lo stato di degrado dell’istituzione e ha annunciato un piano di modernizzazione che prevede investimenti significativi per migliorare le strutture, affrontare le problematiche di conservazione delle opere e migliorare l’esperienza dei visitatori. Macron ha anche annunciato che la Gioconda verrà spostata in una sala autonoma, tutta per lei, e per vederla si pagherà un biglietto a parte. Secondo il presidente francese questa e le altre scelte che rientrano nel piano pluriennale di investimenti per modernizzare il museo (tra le misure considerate, la possibilità di creare un secondo ingresso per gestire meglio l’afflusso di visitatori e migliorare le condizioni di visita) dovrebbero consentire l’accoglienza di «almeno 12 milioni di visitatori all’anno».

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