Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Lorenzo Bertelli, il figlio di Miuccia Prada, sarà il nuovo presidente di Versace
Lo ha rivelato nell'ultimo episodio del podcast di Bloomberg, Quello che i soldi non dicono.
“Quello che posso dire è che sicuramente sarò il presidente esecutivo di Versace”: questo l’annuncio fatto da Lorenzo Bertelli – per chi non lo conoscesse, è il figlio di Miuccia Prada e di Patrizio Bertelli – nell’ultimo episodio del podcast di Bloomberg Quello che i soldi non dicono, uscito il 20 novembre. Bertelli, ex pilota di rally, ha fatto il suo ingresso nell’azienda di famiglia nel 2017, ricoprendo inizialmente il ruolo di Responsabile della Comunicazione Digitale all’interno del Gruppo Prada, per poi diventare il responsabile della strategia di Marketing e Comunicazione nel 2024.
Il Gruppo Prada è impegnato nell’acquisizione di Versace, precedentemente proprietà del gruppo americano Capri Holdings, per la cifra di 1,25 miliardi di euro. Negli ultimi tempi il fatturato di Versace non si è rivelato soddisfacente, ma il Gruppo Prada sembra essere determinato a cambiare le sorti del brand: come riporta il Sole 24 ore, per l’anno fiscale 2025 Versace ha prodotto dei ricavi pari a 810 milioni di dollari, un calo rispetto all’1,03 miliardi di dollari dell’anno precedente. Alla domanda relativa al motivo per cui il Gruppo Prada abbia deciso di acquisire un brand così importante (si tratta infatti della più costosa operazione nella storia del Gruppo), Bertelli ha risposto che la questione è stata discussa ampiamente all’interno della famiglia, ma alla fine «le missioni difficili ci piacciono e Versace è un’azienda più grossa rispetto al fatturato che produce, quindi vorremmo riportare il business alla grandezza del brand che è».
In ogni caso, come ha affermato Bertelli nel corso del podcast, i cambiamenti dovranno avvenire in maniera graduale (e naturale), i nuovi proprietari dovranno prima conoscere le persone che lavorano da tempo per Versace e il Gruppo Prada non sembra avere fretta nell’apportare grosse trasformazioni: rimaniamo dunque in attesa di vedere quella che si prospetta essere una lenta evoluzione di uno dei più celebri marchi italiani.
Le segnalazioni sullo studio di Dilara Findikoglu evidenziano le contraddizioni della moda contemporanea: il divario tra estetica politica e pratiche operative, la retorica del sacrificio creativo e una precarietà sistemica spesso mascherata da valore culturale.