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Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".

Forse ci ha fatto ridere o forse no, ma LOL ci ha fatto soprattutto litigare

Il reality show comico di Amazon Prime ha scatenato una quantità inverosimile di polemiche sui social.

08 Aprile 2021

Fare ridere è una cosa seria. E non si tratta soltanto di un modo di dire, ma di un’affermazione vera per almeno un paio di ragioni. La prima è che è difficilissimo e ogni tanto può capitare di avere fortuna di riuscirci, con la conseguenza – soprattutto per chi vorrebbe fare il comico – che poi ci si convinca che buona la prima voglia dire che andrà bene anche le successive. La seconda è che chiunque, chiunque, potrà dire anche al comico più comico che c’è che a lui non fa ridere, e avrà ragione. Innanzitutto perché la risata è quasi più soggettiva della commozione e poi perché non c’è niente di peggio di uscirsene con l’intento plateale, dichiarato, di voler far ridere. Cambia tutto: chi hai davanti inizia a sezionare quello che dici, come lo dici, scuotere la testa domandandosi dove stai andando a parare. Esempio classico: se uno cade per caso è probabile che faccia ridere, se uno cade per finta, se non è Buster Keaton, quasi sempre lo si guarda e lo si compatisce.

Ma la comicità è anche questione di tempismo (oltre che di tempi comici) e LOL – Chi ride è fuori, il nuovo reality comico di Amazon Prime, ha azzeccato esattamente questo: il momento. I primi quattro episodi sono stati infatti rilasciati durante il lungo fine settimana pasquale con l’Italia tappata in casa, mentre stasera ci sarà la puntata finale. Siamo esausti, stremati, non sappiamo più di cosa parlare. Siamo avidi di novità, di leggerezza, e forse anche di argomenti comuni che non siano vaccini o morti. E quindi ecco dieci comici italiani (Elio, Caterina Guzzanti, Lillo, Angelo Pintus, Frank Matano, Katia Follesa, Ciro e Fru dei The Jackal, Michela Giraud e Luca Ravenna) che devono stare insieme per 6 ore in un teatro e devono far ridere ma non possono ridere, pena l’ammonizione e poi l’espulsione per mano dei due conduttori e giudici, Fedez e Mara Maionchi. I concorrenti hanno comicità diverse e provengono da generazioni diverse. C’è chi fa ridere con le imitazioni e chi fa ridere in maniera surreale, c’è chi si traveste e chi fa lo stand-up comedian. Tutto si gioca su un equilibrio difficile: sapere di non poter ridere è un meccanismo che può farti ridere,  d’altra parte se, appunto, uno dice che ti farà ridere, o guarderai da subito un po’ diffidente, pronto a dire “non mi incanti”.

Giocandosi proprio su questo equilibrio la domanda che tutti si sono fatti in questi giorni e che ha catalizzato una grande quantità di attenzione verso il programma è stata: “Ma fa ridere?”. Una domanda che è diventata presto una polemica tra quelli a favore che urlavano al miracolo della comicità e della trovata geniale e quelli increduli del fatto che ci fosse anche un solo essere umano che potesse ridere perché uno ha urlato una parolaccia imitando lo chef Cannavaciuolo. È successo che se già dopo 8 minuti del primo episodio non ridevi o ridevi poco, andavi sui social, su Twitter, a dire che non faceva ridere. Ma è successo anche di leggere giudizi che così entusiastici non li avevamo letti neanche per i Monthy Python. Sul Corriere della Sera Aldo Grasso ha scritto che non ha riso scatenando altri tweet risentiti, anche da parte di alcuni protagonisti del programma. Il famoso marziano sceso sulla Terra davanti a un simile dibattito si aspetterebbe di trovarsi un caposaldo della comicità, controverso, divisivo, comunque imperdibile. Ma forse al famoso marziano bisognerebbe consigliare prima di tutto di evitare i social. Non serve nemmeno ripeterlo, siamo stanchi, stremati, siamo talvolta rabbiosi, abbiamo bisogno di sentirci vivi e ormai per alcuni anche insospettabili litigare su un social per un programma in streaming può essere liberatorio. Però calmiamoci, su.

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