A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
C’è un libro di schiscette ispirate ai cibi dello Studio Ghibli
Una delle ossessioni che tiene assieme il fandom dello Studio Ghibli è quella per le scene in cui nei film i personaggi si mettono a cucinare. Le forme dei cibi, i loro colori, un’animazione così impeccabile che riesce a dare “consistenza” a un’immagine piatta, facendola sembrare non solo cibo vero ma una versione addirittura migliore del cibo vero.
Negli anni, tra forum e social, foto e video, tantissime persone si sono cimentate con la cucina dello Studio Ghibli, cercando (e spesso trovando) il modo di replicare nella vita vera quello che avevano visto sullo schermo. Adesso, tutte queste persone hanno un testo guida: si intitola Studio Ghibli Bento Cookbook, è un libro di ricette che spiega come far assomigliare la propria, spesso tristissima, schiscetta a un delizioso pasto in stile Studio Ghibli.

Il libro non è, però, solo una raccolta di ricette. Al suo interno ci sono anche approfondimenti “storici” dedicati alla cultura del bento – traducibile più o meno con l’italiano pranzo al sacco – giapponese, raccontata attraverso una serie di illustrazioni originali. Gyoza, mochi, edamame, ingen no goma-ae (i fagiolini con soia e semi di sesamo), le zucchine con la salsa ponzu, il karaage di pollo e tantissimi altri: nel libro si trovano tutti i piatti che abbiamo visto tante volte nei film di Hayao Miyazaki, ma anche ricette originali in cui si mostra come ricreare con il cibo i personaggi protagonisti di Il mio vicino Totoro, Il castello errante di Howl, La città incantata.
Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
«La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.